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NBA, operazioni per Paul George e Russell Westbrook: il n°13 di OKC salterà la preseason

NBA

I due All-Star dei Thunder sono stati entrambi operati nelle scorse ore: l'ex-Pacers salterà anche il training camp, mentre il n°0 dei Thunder spera di aver risolto il problema alla mano e di poter affrontare al meglio la preparazione in vista della prossima stagione

I Thunder lo hanno comunicato soltanto dopo essersi accertati del fatto che le operazioni fossero andate nel migliore dei modi, ma la notizia resta di quelle importanti in vista della prossima stagione: Paul George è stato sottoposto a un intervento alla spalla per rimettere a posto un tendine parzialmente lacerato nella parte alta del suo braccio destro. Un’operazione importante, delicata e che l’ex Pacers aveva rimandato nelle ultime settimane pur di giocare, che lo costringerà a restare fuori almeno per tutta la preseason. Insomma, di certo non il modo migliore per iniziare una off-season piena di interrogati e dubbi sul futuro di un gruppo che ha nuovamente deluso alla prova dei fatti. Non solo lui è finito sotto i ferri, ma anche Russell Westbrook – operato al dito della mano sinistra che più volte gli aveva dato problemi durante la stagione. Un dolore con cui il n°0 di OKC ha convissuto nelle ultime sei settimane di stagione, sempre trattato e bloccato prima, durante e dopo le partite dei Thunder. Un problema venuto fuori soltanto negli ultimi giorni di playoff, con Westbrook che aveva continuato a essere restio nel rendere pubblico l’infortunio. In sala operatoria i medici sono anche intervenuti sul suo ginocchio destro, facendo quello che viene definito un lavoro proattivo di mantenimento – con la speranza di aver garantito a Westbrook stabilità in vista della preparazione della prossima stagione. Un lazzaretto insomma lo spogliatoio Thunder, al termine di una serie che ha ancora una volta ridimensionato le ambizioni di un gruppo “da primo turno di playoff” da quando Kevin Durant è andato via. Anche se questa volta, oltre al talento dei Blazers, sembra davvero averci messo lo zampino anche la sfortuna.

La frenata dei Thunder dopo l’infortunio di Paul George

Il problema alla spalla di George ha cambiato la stagione di OKC: il 26 febbraio infatti i Thunder erano 38-21, terzi nella Western Conference con il n°13 tra i favoriti nella corsa al titolo di MVP. Prima dell’infortunio George viaggiava a 28.7 punti di media, con il 45% dal campo e il 40.3% dall’arco su 9.6 tentativi da lontano. Il miglior basket della sua carriera. Dopo quella gara, il record di Oklahoma City è stato di 11 vinte e 12 perse, sceso a 26 punti realizzati con il 39% al tiro e il 33.8% dalla lunga distanza. “È stato un infortunio arrivato nel peggior momento possibile della regular season perché la squadra stava finalmente ingranando. Stavamo giocando alla grande, eravamo lanciati verso qualcosa di importante. Uno stop che non ci voleva, ma non voglio che questo diventi una scusa o un’attenuante. Ho convissuto a lungo con il dolore e nel corso della stagione le cose sono andate sempre peggio”. Per lui e per OKC. “Gli infortuni sono parte del gioco, ho saltato un’intera stagione a causa di questo. Lo staff medico mi ha detto di poter continuare a restare sul parquet e per questo ho proseguito senza problemi”. Prima dell’inizio dei playoff la situazione era ormai diventata insostenibile: George è rimasto fermo per quattro giorni senza toccare un pallone in allenamento, con la speranza di ritornare a sollevare il braccio destro. Una schiacciata nella sfida contro i Rockets infatti aveva reso ancora più acuto il dolore. Situazione tutt’altro che ideale per chi doveva vestire i panni del salvatore della patria ed è invece stato costretto a salutare i playoff dopo sole cinque partite. 

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