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Mercato NBA, il proprietario conferma Klay Thompson: "Vogliamo gli Splash Brothers a vita"

NBA

Dopo la straordinaria vittoria in gara-6, il proprietario dei Golden State Warriors Joe Lacob ha confermato l’intenzione di voler rifirmare Klay Thompson: "L’obiettivo è di tenere lui e Steph Curry a vita con noi". E il siparietto dopo il canestro decisivo sembra confermare il loro legame speciale

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Narra la leggenda che i Los Angeles Lakers di inizio anni 2000 abbiano cominciato a sgretolarsi con un confronto a bordo campo tra Shaquille O’Neal e il compianto proprietario Jerry Buss. Rientrando in difesa dopo un canestro in una partita di pre-season, il centro dei Lakers si rivolse in maniera molto diretta al suo “capo” dicendogli a chiare lettere “PAGAMI”, facendo riferimento alle trattative sul suo rinnovo di contratto. Tutti sanno come è poi andata, con Shaq spedito a Miami (dove avrebbe poi vinto il titolo del 2006 con Dwyane Wade) e i gialloviola totalmente nelle mani di Kobe Bryant (poi campione nel 2009 e nel 2010). Ieri notte in gara-6 tra Houston e Golden State è successa una cosa simile, anche se in un contesto opposto e con delle ripercussioni molto diverse: dopo aver segnato il canestro del +6 a 36 secondi dalla fine, Klay Thompson rientrando verso la panchina ha sorriso e indicato con entrambe le mani il suo proprietario Joe Lacob, seduto a bordo campo per seguire la fondamentale partita della sua squadra. Un gesto che in molti hanno maliziosamente interpretato come un messaggio in codice simile a quello di Shaq, visto che anche Klay Thompson sarà free agent il 1 di luglio e sul suo conto erano iniziare a circolare qualche voce di disaffezione (anche se le fonti che le riportavano erano tutt’altro che autorevoli). Dopo la partita Thompson ha negato qualsiasi malizia nel suo gesto (“Nah, mi stavo solo godendo il momento” ha detto a ESPN), ma per non saper né leggere né scrivere è stato lo stesso Lacob a spazzare via ogni dubbio: “Ovviamente la mia intenzione è di tenere lui e Steph Curry nella nostra organizzazione per sempre” ha detto. “Questo è l’obiettivo. Vedremo cosa succederà”.

Quanto costerà il nuovo contratto di Klay Thompson

La conferma di Lacob fa il paio con quella di Steve Kerr di qualche giorno fa (“Klay vuole noi e noi vogliamo Klay, non c’è molto da aggiungere”), ma sono comunque la conferma più importante arrivata fino a questo momento sulla free agency del numero 11. Perché anche se tutti i riflettori sono puntati sulla decisione di Kevin Durant da ormai più di un anno, anche lui ha un accordo da rifirmare — e i Dubs sono l’unica squadra che può offrirgli un quinquennale da 188 milioni di dollari o, in caso di quintetto All-NBA (improbabile), il super max da 221 milioni. Un accordo che, considerando quanto sia stato importante Thompson per il successo di Golden State negli ultimi anni, appare scontato — anche se non privo di ripercussioni, perché la luxury tax dei campioni in carica decollerà verso vette inesplorate portando il costo del roster a livelli esorbitanti. Il protocollo della NBA impedisce a Lacob di dichiarare pubblicamente di voler dare a Thompson il massimo salariale, ma è chiaro che nel momento in cui arriva una presa di posizione così forte, tornare sui propri passi diventa improponibile. Specialmente dopo la prestazione fornita da Klay nel momento più difficile, tenendo in piedi i suoi con 21 punti nel primo tempo quando Steph Curry ha chiuso con zero a referto, permettendo a Golden State di andare all'intervallo in parità.

Il legame speciale tra Lacob e Thompson

Non è la prima volta che Lacob e Thompson condividono un momento del genere. “Ne abbiamo passate tante insieme, abbiamo un legame speciale” ha spiegato il proprietario. “Lui è il primissimo giocatore che abbiamo scelto al Draft quando abbiamo comprato la franchigia. Per questo ho sempre provato un’attaccamento enorme per lui. La gente mi prende un po’ in giro perché dico sempre che gli voglio bene, ma è così: lui è uno vero, uno che non dice mai stron…e. Per questo il nostro rapporto è speciale”. Il momento più famoso del loro rapporto è stato nel 2016 a Oklahoma City, quando Thompson realizzò il record NBA per triple in una partita di playoff (11) salvando gli Warriors dall’eliminazione sul campo dei Thunder. Una prestazione celebrata da Lacob inginocchiandosi davanti a lui nei corridoi dell’arena, una scena immortalata dalle telecamere: “Ero tentato di fare come a Oklahoma City, ma sarebbe stato troppo: mi avrebbero ucciso qui a Houston” ha detto dopo la partita. L’ammirazione, comunque, è estesa anche a Steph Curry, già messo sotto contratto con l’accordo più remunerativo di tutta la NBA: “Sono troppo divertenti. Un po’ finisci per aspettartelo, per quello che sono e per tutte le volte che lo hanno fatto nella loro carriera. Sono anni ormai che vengono definiti come il miglior backcourt di tutti i tempi, e ogni volta riescono a rispettare quella nomea. Ci sono sempre nel momento decisivo e sono due persone fantastiche sotto ogni aspetto”. Due da tenere per sempre, a partire da un Klay Thompson da rifirmare in estate — costi quel che costi, perché certe serate non hanno prezzo. Che è un po' quello che ha fatto capire Klay dopo la partita, quando ha regalato una frase straordinaria ("L'insalata è sopravvalutata dopo una vittoria come questa") e poi un momento memorabile, appallottolando due asciugamani e mettendoli a terra per schiacciare un pisolino di qualche minuto prima di recarsi in conferenza stampa. Solo uno come Klay Thompson ne sarebbe capace.

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