Playoff NBA, coach Brown a rischio licenziamento se Philadelphia perde gara-7

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Si fanno sempre più insistenti le voci che vorrebbero la gara-7 a Toronto decisiva non soltanto per il risultato della serie ma anche per il futuro dell'allenatore dei Sixers, che rischia il posto in caso di ko

DENVER-PORTLAND, GARA-7 IN STREAMING: LIVE

Una gara-7 per avanzare in finale di conference contro Milwaukee e mettere il punto finale a un’intera stagione. Se non bastasse già tutto questo per fare della trasferta a Toronto la partita più importante dell’annata dei Sixers, per Brett Brown c’è di più: come riportato da Marc Stein sulle pagine del New York Times, “il mormorio all’interno dei circoli NBA si è fatto sempre più insistente e rumoroso nel decretare che Brett Brown ha bisogno di un approdo in finale NBA per mantenere il suo posto di lavoro”. In pratica, una sconfitta in gara-7 (in trasferta contro Toronto) vorrebbe dire licenziamento per l’allenatore da 6 anni sulla panchina di Philadelphia. Il suo record come capo allenatore in questo periodo conta 178 vittorie e fronte di 314 sconfitte, ma la gran parte di quest’ultime sono state sconfitte programmate da Sam Hinkie (l’allora general manager) e dalla proprietà nei passi iniziali di The Process, il processo di ricostruzione che doveva riportare in alto i Sixers (riuscendoci). Ora però, dopo le acquisizioni in corsa di Jimmy Butler prima e Tobias Harris poi, l’asticella si è ulteriormente alzata e un’eliminazione al secondo turno – proprio come l’anno scorso – sarebbe considerata insufficiente, pur se arrivata non con un secco -1-4 ma arrendendosi soltanto in una settima gara disputata in trasferta. “The window is now”, la finestra (temporale) per vincere è adesso, hanno più volte fatto sapere dalla proprietà e coach Brown rischia di pagare l’impazienza di arrivare subito – o il più presto possibile – a risultati tangibili. In caso di eliminazione al secondo turno, coach Brown “avrebbe poche chance di sopravvivenza”, scrive ancora Stein, anche se da più parti si fa notare l’ingiustizia nei confronti dell’ex assistente di Gregg Popovich nel legare il suo lavoro a un’unica partita, da disputare al termine di un campionato tutt’altro che facile. Nell’acquisire Butler (a novembre) e Harris (che a Philadelphia ha giocato solo 27 partite), infatti, i Sixers hanno senz’altro cercato di rinforzare la squadra ma hanno anche terremotato per due volte durante la stagione gli equilibri interni, equilibri resi difficili anche dal fatto di aver avuto a disposizione il proprio giocatore franchigia, Joel Embiid, per sole 64 gare (e spesso a mezzo servizio anche durante la serie contro i Raptors). 

La vigilia di coach Brown e il fattore esperienza

Da parte sua Brett Brown ha trascorso il venerdì prima di gara-7 riguardandosi un paio di quarti quarti di serie di finale NBA, forse un po’ per studiare la capacità delle squadre di gestire la pressione di momenti importantissimi e forse un po’ per scaramanzia. Di suo lui può metterci l’esperienza maturata all’interno dell’organizzazione degli Spurs in due gare-7 di finale NBA (quella vinta nel 2005 contro Detroit e quella poi persa contro Miami nel 2013, prima di accettare il ruolo di capo allenatore a Philadelphia), oltre a una gara-7 di finale di conference e altre gare senza futuro allenate in semifinale di conference. E la sua esperienza in partite di questo tipo può risultare fondamentale ancora di più dovendo guidare un roster che di gare-7 ha pochissima esperienza, con solo 4 giocatori ad averla provata sulla propria pelle, per un totale di 9 partite (contro le 21 disputate dai giocatori dei Raptors) e un record di 4 vittorie e 5 sconfitte (J.J. Redick è 3-2 in carriera nelle gare-7, Amir Johnson 1-1, Mike Scott 0-1 così come anche Jimmy Butler).

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