Playoff NBA, Curry-Paul, è polemica: il n°30 cacciato dal Toyota Center prima di gara-6

NBA

Un retroscena venuto fuori nelle ultime ore, a seguito della super prestazione del n°30 degli Warriors. L'intenzione di Curry subito dopo l'arrivo a Houston era quella di fare una sessione di tiro extra al Toyota Center. Le cose però sono andate in maniera diversa 

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Dopo l’eliminazione degli Houston Rockets in gara-6 da parte degli Warriors, a far discutere a 24 ore di distanza dalla sfida è stato un retroscena venuto fuori grazie alla ricostruzione fatta da Marcus Thompson su The Athletic, che ha raccontato come la vigilia della partita fosse stata accesa nei toni e nei gesti. Stando al racconto pubblicato dal giornalista che da anni segue Golden State (e confermato/non smentito dai diretti interessati), subito dopo l’arrivo in città da parte dei campioni in carica, Steph Curry ha manifestato l’intenzione e la volontà di andare a fare una sessione di tiro extra al Toyota Center. Eric Housen, uno dei tuttofare che fa parte dello staff degli Warriors, aveva prenotato il campo dalle 19 alle 20, in modo tale che il n°30 potesse riprendere confidenza con un parquet dove nei due episodi precedenti della serie aveva faticato a trovare il fondo della retina. Non si sa bene per quale motivo, Chris Paul non era d’accordo con questa decisione. Anzi, ha deciso di andare al Toyota Center anche lui proprio in quell’orario, per far saltare la prenotazione dell’avversario. Un gesto che Curry inizialmente non aveva compreso del tutto, tanto da portare il due volte MVP a proporre a CP3 di dividere il parquet insieme: tu in una metà campo, io nell’altra. Ma Paul ha detto di no, cacciandolo a tutti gli effetti dall’arena, senza permettergli di allenarsi. Una decisione per molti versi assurda, in una Lega in cui il rapporto tra giocatori è così intenso e condiviso e dove gli avversari sono sempre ben accetti. Una mossa che secondo i più maliziosi è costata cara a Paul e ai Rockets: Curry infatti la sua vendetta se l’è presa sul parquet, segnando 23 punti decisivi nel quarto periodo e 16 in un finale da lui stesso definito come “la sua miglior partita in carriera ai playoff”. Anche senza la sessione di tiro aggiuntiva, è riuscito a trovare il modo di far male lo stesso ai texani e di prendersi la quinta finale di Conference consecutiva.

La risposta provocatoria di Draymond Green a fine partita

Una cacciata che non è certo passata inosservata nello spogliatoio degli Warriors, che è servita da ulteriore carica per un gruppo chiamato a vincere una partita complicata in trasferta senza Kevin Durant. Ne è venuta fuori una battaglia senza esclusione di colpi, uno dei successi più emblematici di questa lunga serie di vittorie raccolte dagli Warriors nell’ultimo lustro. E a fare da leader dei festeggiamenti in spogliatoio non poteva che essere Draymond Green, che ha iniziato a travolgere tutti i compagni ogni volta che varcavano la soglia. Quando è toccato a Curry, il n°30 degli Warriors non ha perso tempo e ha iniziato a urlare: “Cacciatemi a calci dal campo di nuovo, ragazzi”, con Green che replicava: “Fatemi fuori, fatemi fuori”. Come sottolineato dal n°23 di Golden State, Paul adesso può starsene tranquillo: la palestra resterà a disposizione per lui per tutta l’estate.

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