NBA, la lega squalifica Tyreke Evans: fuori due anni per abuso di droghe pesanti

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La guardia degli Indiana Pacers ha violato il regolamento anti-droga della NBA e dell’associazione giocatori e potrà chiedere il reintegro solamente tra due anni. "Offriremo a Tyreke il nostro supporto" ha dichiarato la squadra sulla vicenda

La NBA ha annunciato nella serata di venerdì che la guardia Tyreke Evans è stata sospesa e squalificata per aver violato il programma anti-droga della lega e dell’associazione giocatori. Il 29enne degli Indiana Pacers potrà richiedere il reintegro tra due anni, ma nel frattempo dovrà fermare la sua carriera proprio in un’estate in cui era atteso a firmare un nuovo contratto. “Prendiamo la questione seriamente e offriremo a Tyreke il nostro supporto” è stata la dichiarazione rilasciata dalla franchigia di Indianapolis sulla vicenda, senza approfondire la propria posizione. Secondo le regole della NBA, un giocatore può essere squalificato se trovato positivo a un test anti-droga oppure se viene condannato o richiede il patteggiamento per uso, possesso o distribuzione di sostanze stupefacenti, tra le quali figurano anfetamine e metanfetamine, la cocaina, l’LSD, gli oppiacei (eroina, codeina, morfina) e la PCP. Non è stata definita però quale droga sia stata trovata in possesso o sia stata assunta da Evans. Gli ultimi giocatori ad aver subito questo tipo di squalifica erano stati O.J. Mayo e Chris Andersen, mentre in passato diversi giocatori – tra i quali Michael Ray Richardson, Duane Washington, Stanley Roberts, Roy Tarpley, Richard Dumas e Lewis Lloyd – avevano subito lo stesso trattamento, molti dei quali erano poi riusciti a rientrare nella lega. Dopo dieci anni nella NBA e il premio di Rookie dell’Anno nel 2010, Evans era riuscito a costruirsi il suo spazio in NBA con un’ottima stagione ai Memphis Grizzlies, la quale gli era valsa un accordo da 12.8 milioni per un anno con i Pacers. La sua annata a Indianapolis però è stata deludente, chiudendo con 10.2 punti, 2.9 rimbalzi e 2.4 assist in 20.3 minuti a partita, senza riuscire a dare una mano alla squadra al momento dell’infortunio di Victor Oladipo. Nel corso dell’anno era stato sospeso per una partita per aver violato le regole della squadra presentandosi in ritardo ad un allenamento, oltre ad aver saltato tre gare per motivi personali e per una infezione alle vie respiratorie.

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