NBA, Tony Parker annuncia il ritiro: "Non posso più giocare da Tony Parker"

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Il quattro volte campione NBA con i San Antonio Spurs ha annunciato l'intenzione di ritirarsi dal basket giocato: "Fisicamente potrei andare avanti altri due anni, ma se non posso essere più Tony Parker e non posso giocare per il titolo, preferisco ritirarmi"

Alla vigilia di quella che potrebbe essere l’ultima partita della stagione, Tony Parker ha detto basta. Il quattro volte campione NBA con la maglia dei San Antonio Spurs ha annunciato il ritiro dal basket giocato in un’intervista a The Undefeated in cui ha usato parole chiare: "Se non posso essere più Tony Parker e non posso giocare per il titolo, non voglio più continuare a giocare a pallacanestro". Parker, 37 anni, dopo 17 stagioni consecutive con la maglia degli Spurs aveva speso l’ultima annata con la maglia degli Charlotte Hornets, uscendo dalla panchina alle spalle di Kemba Walker per offrire il suo contributo di esperienza, ma senza riuscire a portare la squadra ai playoff. Il miglior giocatore nella storia del basket francese ha detto che fisicamente sente di poter giocare altri due anni (aveva un accordo per un altro anno con gli Hornets), raggiungendo la quota di 20 stagioni nella lega che si era prefissato, ma nella sua testa si è ormai convinto che è arrivato il momento giusto per lasciare. “L’ultima stagione è stata diversa per me. Mi sono divertito molto a Charlotte, ma era anche tutto diverso. A un certo punto sono diventato nostalgico, ed essere lontano dalla mia famiglia a San Antonio ha avuto un peso nella mia conclusione che sia arrivato il momento giusto per voltare pagina. Ho tantissime attività nella mia vita, una bellissima famiglia e dei bellissimi figli. Voglio poter passare più tempo con loro”. "La mia famiglia ancora prima dei miei amici mi dice di fare un altro anno, ma sono in pace con la mia decisione sin dalla fine della stagione. Mi sono preparato a dovere con tutto quello che ho da fare, perciò sono pronto a lasciare ai più giovani. Il gioco del basket appartiene a loro". Parker ha detto anche con chiarezza che per lui l'unico motivo per continuare a giocare era vincere prima di ogni altra cosa: "Dopo 17 anni in cui l'obiettivo a San Antonio era sempre stato vincere, è stato diverso non avere questo obiettivo fin dall'inizio. Non gioco tanto per giocare, non ho mai giocato per soldi e non ho mai giocato a basket solamente per divertirmi. Io voglio vincere".

L’MVP delle Finals 2007 conta di vivere a San Antonio in futuro, ma passerà anche diverso tempo in Francia dove è proprietario e presidente dell’ASVEL, club professionistico della massima serie transalpina che in questa stagione ha vinto la Coppa di Francia ed è ancora in corsa per il titolo. Trofeo che la squadra femminile ha già portato a casa e che il proprietario intende festeggiare a dovere, così come l'entrata del club maschile nella Eurolega per il prossimo anno. Parker aprirà inoltre la Tony Parker Adequat Academy, scuola internazionale nella sua città natale di Lione, perciò avrà diverse opportunità di tenersi occupato - con il sogno, un giorno, di diventare proprietario di una franchigia NBA. "Diversi proprietari stanno guardando a quello che sto facendo e sto maturando la giusta esperienza. Mi piace tutto, non solo del lato legato alla pallacanestro: mi piace il business, il marketing, come portare la gente all'arena, lo staff digital e come rendere l'esperienza sempre migliore. Poi ovviamente mi piace lo scouting e trovare il giocatore giusto. La nostra point guard, Theo Maledon, sarà una scelta in top-10 al prossimo Draft. Migliora giorno per giorno e adoro esserne parte". 

Il palmares di Tony Parker

Nel corso della sua carriera il francese ha vinto quattro titoli NBA (2003, 2005, 2007 e 2014), tra cui quello con il titolo di MVP delle finali nel 2007 contro i Cleveland Cavaliers di LeBron James. A livello individuale è stato All Star per sei volte ed è stato nominato per un quintetto All-NBA quattro volte (tre secondi quintetti dal 2012 al 2014 e un terzo quintetto nel 2009), oltre al primo quintetto rookie del 2002. Con la nazionale francese, invece, rimane memorabile l’EuroBasket vinto da MVP nel 2013, finendo sul podio anche nel 2011 (argento), nel 2005 e nel 2015 (bronzo). Ancora oggi è il miglior assistman nella storia degli Spurs con 6.829 passaggi vincenti per i compagni, toccando quota 7.036 con la maglia di Charlotte. Chiude la sua carriera con 19.473 punti (15.5 di media) con il 49.1% dal campo in 1.254 partite, di cui 1.198 con addosso il nero-argento degli Spurs. Insieme a Tim Duncan e Manu Ginobili ha formato il trio più vincente della storia della NBA, raggiungendo l'incredibile quota di 701 vittorie tra regular season e playoff - più di chiunque altro.

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