Mercato NBA: JR Smith via da Cleveland senza trade, i Lakers lo aspettano

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Il contratto del n°5 di Cleveland permetterebbe a chiunque di risparmiare quasi 12 milioni di dollari, ma la franchigia dell'Ohio non è riuscita a trovare uno scambio vantaggioso. Entro il 30 giugno Smith potrebbe dunque essere tagliato dai Cavs, liberandosi così sul mercato dei free agent e potendo così scegliere la sua nuova squadra

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J.R. Smith è stato nelle ultime settimane una delle pochissime ragioni che hanno fatto ben sperare i Cavaliers in vista del Draft, della free agency e più in generale del mercato. Il suo contratto, scomodo e pesante negli ultimi due anni post-titolo NBA, è diventato vantaggioso: dei 15.7 milioni di dollari previsti per la prossima stagione, soltanto 3.9 sono garantiti entro il 30 giugno. In soldoni: prendere JR in squadra prima dell’inizio della free agency in cambio di contratti garantiti per poi tagliarlo dal roster vuol dire risparmiare quasi 12 milioni, oltre che potersi liberare di accordi ricchi senza avere l’obbligo di doverne sostenere altri nei prossimi 12 mesi. Insomma, una soluzione ideale per le squadre che vogliono alleggerire la propria situazione salariale. Nei giorni scorsi però Cleveland ha rifiutato diverse offerte che includevano scelte al primo giro al Draft, riducendo così inevitabilmente le possibilità di trovare un accordo. Il tempo stringe infatti e le opzioni sul tavolo iniziano a scarseggiare: entro domenica bisognerà trovare un acquirente, oppure scegliere di tagliare Smith dal roster per evitare di doversi sobbarcare una spesa del genere: “Stiamo cercando in tutti i modi di capire cosa possiamo fare - racconta il GM Koby Altman - noi siamo al limite della luxury tax e il nostro obiettivo è quello di ridurre la spesa. Il resto della Lega lo sa bene e il mio lavoro è quello evitare che i Cavaliers siano costretti a spendere così tanto. Per quello bisogna valutare se da un accordo di questo tipo possiamo ricavare abbastanza valore. Ci sono opportunità in questa direzione, ma bisogna capire quanto vogliamo andare a fondo e spendere in termini di tasse per ottenere in cambio asset di pregio”. Insomma, ricevere in cambio un semplice contrattone per liberare spazio per gli altri e complicare la situazione dei Cavaliers non è nelle intenzioni della dirigenza dell’Ohio. Anche per queso riuscire a trovare un accordo diverso appare sempre più complicato.

Un tiratore libero sul mercato e “amico” di LeBron James

Nelle ore che hanno preceduto il Draft, Milwaukee e Detroit hanno fatto uno scambio simile che ha permesso ai Bucks, cedendo Tony Snell e la scelta n°30, di ottenere un beneficio economico complessivo di circa 16 milioni di dollari nei prossimi due anni. Se quella trade l’avessero fatta i Cavaliers però, con il contratto di Snell si sarebbero nuovamente trovati a dover pagare la tassa di lusso. Il tutto per ottenere cosa? L’ultima scelta al primo giro (che poi i Pistons hanno fatto fruttare, estorcendo proprio a Cleveland un bel po’ di asset per permettergli di scegliere Kevin Porter Jr.): ai Cavs sarebbe convenuto agire in prima persona senza passare da Detroit, oppure è meglio tagliare un contratto del genere e abbassare la spesa complessiva? Considerazioni che probabilmente porteranno Cleveland a tagliarlo, pagare 3.9 milioni al posto dei 15.7 e a lasciare disponibile sul mercato un giocatore su cui diverse squadre potrebbero pensare di puntare con un contratto al minimo salariale. In primis i Lakers, con LeBron James che ben sa quanto i canestri di Smith possano avere un peso nella rincorsa al titolo NBA. Certo, il n°5 Cavs è reduce da un anno sabbatico e alla soglia dei 34 anni non può più permettersi grandi passaggi a vuoto. Ma a Los Angeles sanno che potrebbe ancora dare qualcosa - oltre a essere disposto a non complicare la situazione salariale dei gialloviola: due condizioni che potrebbero essere sufficienti per regalargli almeno un’altra stagione al fianco di LeBron.

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