NBA, vietate le fasce tergisudore in stile Ninja: e Montrezl Harell non ci sta

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Citando oscure motivazioni di "sicurezza" la lega ha deciso che la prossima stagione le fasce di gran moda sui parquet saranno bandite. Una decisione che non convince i tanti giocatori che già le avevano adottate

TRA BRUCE LEE E I NINJA: IL NUOVO LOOK NBA. FOTOGALLERY

Erano diventate l’ultima moda sui parquet NBA: le fasce tergisudore in stile Ninja – annodate in testa – che sempre più giocatori indossavano per scendere in campo. Lo avevano fatto Jimmy Butler (convincendo anche per poche partite Ben Simmons) a Philadelphia, Jrue Holiday a New Orleans, Jarrett Allen (col suo afro enorme) a Brooklyn, Montrezl Harrell ai Clippers, ma anche Wes Matthews a Indiana e Karl-Anthony Towns a Minnesota. Perfino LeBron James, in un fotomontaggio pubblicato sul suo account Instagram, aveva aperto alla possibilità di indossarla con il via della prossima stagione, proponendo una suggestione storico-cinematografica (“Kung fu King. Bruce Lee-Bron”, come a ispirarsi al padre delle arti marziali). La NBA sembrava sorvegliare il nuovo fenomeno, fornendo una prima regolamentazione – fascia mia più larga di 6.35 centimetri, solo bianca, nera oppure con il colore dominante della squadra di appartenenza – ma senza manifestare nessun tipo di opinione contraria al nuovo look dei propri atleti. Invece, con una decisione che ha colto molti di sorpresa, la commissione riunitasi nell’ultimo incontro tra dirigenti di varie squadre ha scelto di mettere fuori legge le fasce tergisudore in stile Ninja per apparenti motivi di sicurezza: “Non fanno parte dell’uniforme di una squadra NBA e non hanno passato gli esami necessari per questa approvazione. Le squadre hanno sollevato delle preoccupazioni riguardanti la sicurezza e la dimensione, la lunghezza e lo stesso modo in cui sono annodate che richiedono un processo di revisione da parte della lega prima di qualsiasi modifica alle attuali regole”, recita il comunicato ufficiale diramato dalla NBA. “Quando alcuni giocatori hanno iniziato a indossarle la scorsa stagione, non abbiamo voluto intervenire a metà stagione per non causare ulteriori problemi ma già a maggio abbiamo informato le squadre che non sarebbero state ammesse a partire dalla prossima stagione”. Una decisione che ha suscitato le reazioni contrarie di diversi giocatori, a partire ad esempio da Montrezl Harrell, l’ala dei Clippers abituato a sfoggiarla: “Una scusa assurda – ha scritto su Twitter – perché la motivazione della sicurezza non ha il minimo senso”, affermazione seguita dalle tre lettere SMH (shake my head, simbolo di incomprension) e da una emoticon con una (beffarda) risata.

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