NBA, giro di vite sul "tampering": multe, scelte al Draft e sospensioni dei dirigenti

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Dopo i casi eclatanti degli ultimi anni, le 30 squadre della NBA hanno approvato all’unanimità una nuova serie di punizioni molto più pesanti per chi contatta giocatori sotto contratto con altre franchigie. Per farlo obbligherà le squadre a conservare le proprie comunicazioni coi dirigenti ed effettuerà controlli casuali su cinque franchigie ogni anno

LA NBA SPECIFICA LA REGOLA SUI PASSI

Nelle ultime stagioni, e in particolare nell’ultima free agency, anche il pubblico italiano appassionato di NBA ha cominciato a entrare in confidenza con una parola inglese che non ha una precisa traduzione: tampering. Letteralmente vorrebbe dire “manomissione” o “danneggiamento”, ma nel gergo della NBA indica tutte quelle comunicazioni tra dirigenti e giocatori sotto contratto con altre squadre (o i loro agenti) che sono espressamente vietate dal regolamento della NBA. Secondo le regole, infatti, un dirigente di un’altra squadra potrebbe parlare con un free agent esclusivamente a partire dalle 18 (ora di New York) del 30 giugno, alla vigilia dell’inizio canonico della free agency fissato storicamente all’1 luglio. Già solamente nell’ultimo mercato abbiamo visto però quanti accordi fossero già stati raggiunti prima di quella data, dando il via a un primo giorno di mercato frenetico e palesemente contro le regole. Per questo la NBA ha deciso di dare un pesante giro di vite alla situazione.

Cosa cambia con le nuove regole sul tampering

Nella giornata di venerdì, il “board of governors” (la riunione dei governatori delle 30 franchigie) ha approvato all’unanimità una serie di misure per far rispettare le regole sul tampering e gli aggiramenti del salary cap. Le novità, già note da qualche giorno, sono:

- una multa che può arrivare fino a 10 milioni di dollari;

- la perdita di scelte al Draft;

- la sospensione dei dirigenti trovati colpevoli;

- l’annullamento dei contratti che non rispettano le regole.

Per far rispettare tutto questo, le squadre sono ora obbligate a conservare le proprie comunicazioni con gli agenti e con i dirigenti di altre squadre per un anno, in modo tale che la NBA possa svolgere ispezioni su cinque squadre scelte in maniera casuale e possa approfondirle nel caso ravvisasse delle infrazioni alle regole vigenti. La possibilità di “sequestrare” gli apparecchi di comunicazione delle squadre è una pratica che la NBA poteva già utilizzare (è successo nel 2013 ai Brooklyn Nets per l’accordo, decisamente sotto mercato, con Andrei Kirilenko), ma è chiaro che si tratta di un’invasione della privacy su cui la lega deve muoversi con discrezione.

Le parole di Silver: "Dobbiamo creare la giusta tensione nelle squadre"

“Nessuno di noi vuole guardare negli affari privati degli altri” ha detto il Commissioner Adam Silver nella conferenza stampa indetta per spiegare le modifiche. “Parte della discussione è stata proprio su quale debba essere lo scopo dell’investigazione. Non mi interessano gli aspetti della vita di una persona al di fuori di gioco che è rilevante per l’operatività delle proprie squadre, a meno che non ci sia qualcosa talmente grave che richieda un intervento. Il mio lavoro è creare una giusta quantità di tensione su certi aspetti. Le persone che lavorano in un ambiente di compagnie pubbliche, che operano nel mondo finanziario, che sono abituate a procedure di disciplina, capiscono che deve esserci il giusto equilibrio tra divulgazione e privacy, così da garantire alle persone di buona volontà che ci siano conseguenze per i comportamenti inappropriati”.

Silver ha fatto sapere che le modifiche sono state approvate all’unanimità dai 30 governors e che la discussione è stata molto utile per tutti. “Tutte le persone in quella stanza hanno espresso la necessità di creare una cultura di rispetto delle regole in questa lega: le nostre squadre vogliono sapere che stanno competendo su un piano di parità con le altre, e non vogliono sentirsi svantaggiate perché rispettano le regole. Per questo devono esserci conseguenze per quelli che non lo fanno”. Sarà interessante capire però come verranno gestite anche le comunicazioni tra i singoli giocatori, che nella versione precedente della regola non ricadevano sotto le regole del tampering mentre ora dovrebbero rientrarci. Questo si tratta comunque di un primo passo, visto che Silver ha già annunciato che altre specifiche potrebbero essere prese in considerazione per fare in modo che le regole vengano rispettate. In ogni caso il messaggio è chiaro: la guerra al “tampering” è appena cominciata.

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