NBA, chiamatelo coach John Wall: la stella farà l’assistente allenatore per Washington

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Fuori per tutto il 2019-20 dopo la rottura del tendine d’Achille, John Wall ha deciso che durante la stagione darà una mano a coach Scott Brooks come assistente allenatore non ufficiale. “Questa esperienza mi dirà se in futuro potrò diventare un allenatore oppure no” ha detto la stella degli Wizards

Fino a pochi giorni fa, c’erano davvero pochi motivi per essere felici a Washington. Con una squadra poco attrezzata per fare i playoff e con John Wall fuori per tutta la stagione, le speranze per un futuro migliore sembravano davvero ridotto al lumicino. La notizia dell’estensione di contratto di Bradley Beal (il cui accordo è stato portato dal 2021 al 2023) ha però ridato un po’ di fiducia alla tifoseria, e anche l’altra stella della squadra ha dato una dimostrazione di attaccamento alla franchigia. Nonostante l’infortunio al tendine d’Achille che molto probabilmente gli impedirà di scendere in campo nel 2019-20, infatti, John Wall ha deciso di trovare un nuovo modo per stare vicino ai suoi compagni: farà l’assistente allenatore non ufficiale per Scott Brooks. “Quest’anno mi dirà se in futuro potrò diventare un allenatore oppure no” ha detto Wall a un podcast di NCS Sports Washington annunciando il suo nuovo ruolo. “Bisogna avere molta pazienza e interagire con ogni giocatore, perché ciascuno è diverso. L’ho imparato quando gli allenatori cercavano di farlo con me da giovane, e non ero uno facile da allenare”. 

Wall: “Dico sempre quello che penso, non so dire bugie”

Wall ovviamente dovrà far combaciare gli impegni da assistente con quelli della sua riabilitazione — che ovviamente hanno la precedenza, visto anche il contratto da 170 milioni di dollari che comincerà da questa stagione e scadrà nel 2023 —, ma tra le sue mansioni ci saranno quella di analisi dei filmati, di suggerimento di schemi da utilizzare e di aiuto alle giovani guardie in allenamento. Secondo il nuovo general manager Tommy Sheppard, infatti, Wall può essere una voce importante nello spogliatoio anche senza giocare e può far recepire certi messaggi ai suoi compagni meglio di quanto potrebbe fare un allenatore. D’altronde è da quando ha 19 anni che è di fatto il leader di Washington: “Mi piace dire cosa penso, anche se cerco sempre di farlo in maniera rispettosa. Non riesco a non dire la verità: quando si mente, bisogna farlo nella stessa identica maniera per troppe persone diverse. Perciò perché complicarsi la vita?”. La speranza di Wall è di avere un impatto simile a quello avuto da Kristi Tolliver per le Washington Mystics di WNBA, campionesse quest’anno anche se la giocatrice non è potuta scendere in campo. Soprattutto, Wall è convinto di poter imparare molte cose che gli torneranno utili in futuro: “Questa esperienza mi renderà molto più intelligente e un giocatore migliore quando tornerò”. Sperando che sia abbastanza presto e, soprattutto, al massimo delle sue potenzialità.

 

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