NBA, Steve Kerr annuncia: “È improbabile che Klay Thompson giochi quest’anno”

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Brutte notizie in casa Golden State: coach Steve Kerr in un’intervista ha dichiarato che è improbabile che Klay Thompson scenderà in campo quest’anno: “In generale ci vuole un anno per recuperare dal suo infortunio, e si è operato il 1 luglio. Dobbiamo farcene una ragione”

La stagione dei Golden State Warriors dopo l’addio di tre colonne come Kevin Durant, Andre Iguodala e Shaun Livingston era già complicata di suo anche considerando un possibile ritorno dall’infortunio di Klay Thompson verso febbraio. Una previsione decisamente ottimistica che è stata però smentita già adesso da Steve Kerr: “È improbabile che quest’anno giochi, dobbiamo farcene una ragione” ha detto l’allenatore di Golden State in un’intervista a NBC Sports Bay Area, la tv che trasmette le partite degli Warriors. “Realisticamente, ci vuole un anno intero affinché un giocatore di pallacanestro rientri a pieno regime. Klay si è operato l’1 luglio, perciò anche rimanendo ottimisti e considerando 9 mesi di riabilitazione, si arriverebbe all’1 aprile [a due settimane dall’inizio dei playoff, ndr]. Abbiamo lasciato la porta aperta nel caso in cui la riabilitazione vada perfettamente e i dottori dicano che può giocare, ma dobbiamo guardare in faccia la realtà: se è un anno intero, non può giocare in questa stagione”. 

Kerr: “Dobbiamo riempire il vuoto lasciato da Klay”

Considerando i casi più recenti come quelli di Zach LaVine (fuori per 11 mesi) e Jabari Parker (fuori per quasi un anno), è difficile pensare che Thompson possa metterci meno di quelle tempistiche — anche con la volontà di ferro di un giocatore che ha sempre dimostrato di poter giocare sul dolore, non avendo mai saltato più di 9 partite in singola stagione. “È annoiato” ha ammesso Kerr. “Klay ama la pallacanestro e dopo tre mesi il suo ginocchio sta piuttosto bene. Non sente dolore e può tirare, ma deve lasciarlo guarire bene, non può correre e non può tagliare. Farà lavoro in palestra, ma non molto più di così. Mi dispiace per lui: non riesci a sentirti parte di qualcosa se non giochi e non stai con i tuoi compagni, e a lui manca questa cosa”. Ma se a Thompson mancheranno gli Warriors, lo stesso vale anche al contrario: “Quest’anno è diverso: ci sono molte più cose da insegnare rispetto a quanto abbiamo fatto nelle ultime cinque stagioni” ha ammesso Kerr. “Ci sono cose che il gruppo precedente avrebbe riconosciuto nel sonno che questo gruppo non ha mai visto prima, perciò abbiamo dovuto ricominciare dalle basi. Dobbiamo preparare i nostri giovani a riempire il vuoto che Klay ha lasciato, così che quando tornerà saranno sviluppati e potranno dare un contributo a una squadra da playoff. Solo così potremo migliorare”. Nella speranza che questa stagione senza Thompson non vada persa.

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