Please select your default edition
Your default site has been set

Lakers, la mossa vincente contro Utah: Davis da centro e più libertà per LeBron

NBA

La prima vittoria stagionale dei gialloviola è frutto del cambio di passo (e di quintetto) effettuato nella ripresa: dentro Caruso al posto di McGee, con Davis da centro in un quintetto in grado di allargare il campo e di lasciare spazio a James

Frank Vogel, spesso messo in ombra in queste prime settimane della sua esperienza sulla panchina dei Lakers, non è finito lì per caso. L’ex allenatore di Pacers e Magic è stato uno dei principali artefici del primo successo stagionale dei gialloviola contro Utah, arrivato anche grazie alla decisione di mischiare le carte nella ripresa. Dopo un primo tempo combattuto, i Lakers hanno scelto un quintetto più mobile e pericolo dall’arco nella seconda metà di gara. Fuori McGee, dentro Caruso. Una mossa che ha permesso a James di tirare il fiato, non più costretto a portare sempre il pallone, e liberato Davis nei pressi del ferro. “Ho parlato del cambio di quintetto con AD durante l’intervallo - spiega Vogel - gli ho chiesto di giocare da centro e lui era d’accordo. Con Caruso sul parquet abbiamo lasciato maggiore libertà a LeBron e più spazio in area per poter penetrare e attaccare il ferro”. Il 31-18 raccolto nel terzo quarto è stata la logica conseguenza, mettendo spesso e volentieri alle corde Rudy Gobert - costretto a seguire Davis lontano da canestro in zone del campo in cui non ama difendere. Una posizione non sempre gradita dall'All-Star ex-Pelicans, che a fine gara ha precisato: "Se ha senso farlo, non ci penso neanche un istante e mi metto a disposizione della squadra. Questa volta era la scelta giusta". Senza il lungo francese dei Jazz nei pressi del ferro, LeBron ha spesso banchettato contro avversari che fanno fatica a contenerne il mix atletico e tecnico: il risultato è stata una gara da 32 punti, dieci assist, sette rimbalzi e +17 di plus/minus in 31 minuti. La 78^ volta in carriera che LeBron conclude con 30+ punti e 10+ assist - nessuno nelle ultime 30 stagioni è riuscito a fare meglio in tutta la NBA. “Il nostro obiettivo è quello di giocare in questo modo ogni partita, tenendo ben al di sotto delle loro medie i nostri avversari”, sottolinea James, dando credito a una difesa in grado di tenere a 29/70 dal campo i Jazz. “Non volevamo che Conley e Mitchell riuscissero a farci male come accaduto con Leonard e Williams all’esordio - aggiunge Davis - gli abbiamo reso la vita difficile per 48 minuti e ha funzionato”.

L’intesa tra James e Davis e il saluto “a distanza” di Wade

Il pubblico dello Staples Center ha apprezzato, in piedi dopo meno di 90 secondi dalla palla a due per esultare dopo il primo alley-oop del duo LeBron-AD. Uno schema utilizzato più volte anche nella ripresa: James con la palla in mano in punta (non una novità, soprattutto in questo inizio di regular season in cui spesso è lui a guidare l’attacco), Davis che porta un blocco cieco sul suo uomo e coglie alla sprovvista il proprio avversario diretto, voltandosi e attaccando in velocità il canestro. Il risultato è presto detto: LeBron che alza, AD che vola indisturbato a schiacciare. Il tanto temuto pick&roll di cui i Lakers possono disporre, l’arma letale per far funzionare le cose in attacco. Ancora più complicato da marcare con un quintetto piccolo in cui sul perimetro ci sono tre tiratori pronti a colpire - anche in una serata da 8/26 complessivo di squadra dall’arco, con il solo Troy Daniel sugli scudi grazie al suo 4/8 in uscita dalla panchina. Indicazioni importanti in vista di una stagione in cui i Lakers vogliono tornare a recitare da protagonisti, da seguire anche a distanza come fatto da Dwyane Wade - comodamente seduto sul divano di casa e pronto a cinguettare all’ex compagno “Ti osservo”. La risposta via Twitter di LeBron è tutta un programma: “Tu già sai”, un messaggio rivolto alle altre 29 franchigie. Il n°23 dei Lakers infatti è tornato a vincere una gara in NBA a distanza di sette mesi dall’ultima W conquistata contro Charlotte. Un lungo periodo d’astinenza che LeBron non vorrà più replicare in futuro.

I più letti