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NBA, Philadelphia fa 5 su 5: qual è il segreto dell’inizio dei Sixers?

NBA

I Philadelphia 76ers sono l’unica squadra imbattuta rimasta in NBA, vincendo in rimonta anche la gara più difficile sul campo di Portland senza Joel Embiid. Ma cosa c’è dietro l’inizio perfetto della squadra di coach Brown? Le statistiche indicano un chiaro vantaggio di cui godono Ben Simmons e soci

La trasferta sul campo di Portland aveva tutte le caratteristiche per rappresentare la fine dell’imbattibilità dei Philadelphia 76ers. Senza Joel Embiid squalificato, su un campo difficile come quello di proprietà di Damian Lillard, alla prima di quattro gare in trasferta a Ovest (prossime fermate: Phoenix, Salt Lake City e Denver) in una settimana e con una fluidità offensiva tutta da trovare, la squadra di coach Brett Brown a metà terzo quarto si è ritrovata sotto di 21 lunghezze. Sarebbe stato semplice mollare il colpo e pensare alla prossima gara, ma questi Sixers sembrano avere qualcosa di diverso. Sfruttando il miglior Al Horford stagionale (25 punti per sopperire all’assenza di Embiid) e una difesa salita di colpi nella ripresa (111 punti su 100 possessi concessi dopo i 133 del primo tempo), Philadelphia ha ricucito lo strappo e poi ha strappato la vittoria in un finale convulso. Prima Simmons ha mandato a segno i due liberi del sorpasso a 10 secondi dalla fine (lui che è tiratore da 58% in carriera), poi dopo la tripla di Anfernee Simons coach Brown ha tirato fuori uno dei suoi schemi preferiti, liberando Furkan Korkmaz in angolo esattamente come aveva fatto per Marco Belinelli nei playoff del 2018 contro i Boston Celtics. Solo che stavolta i piedi erano dietro la linea dei tre punti, dando il vantaggio e infine la quinta vittoria consecutiva a Philadelphia.

Il segreto dei Sixers: l’enorme stazza in ogni posizione

Ma cosa c’è dietro l’inizio perfetto dei Sixers? Analizzando i dati su 100 possessi non c’è una metà campo in cui spicchino particolarmente: Philadelphia è 12^ in attacco con 107.3 di rating offensivo, mentre in difesa è sesta con 99.3 concessi. Il differenziale che ne deriva (+7.4) è il quarto di tutta la NBA dietro Lakers, Suns e Bucks, mentre la percentuale al tiro è molto deficitaria (52% effettiva, solo al 17° posto) complice un brutto 31% di squadra da tre (25° posto). Anche le palle perse (il 17.5%) non sono esattamente sotto controllo, un dato reso ulteriormente complicato dal quinto numero di possessi più alto della lega (106.8). Il vero punto di forza di questi Sixers, allora, va cercato nella stazza: Philadelphia è fisicamente imponente in ogni membro del suo quintetto, spazzando via tutti a rimbalzo recuperando il 56% di quelli disponibili (i secondi, gli Spurs, si fermano al 53.7%), di cui un clamoroso 80% di quelli difensivi e il 33% di quelli offensivi. Questo dominio fisico sugli avversari porta in dote 17.2 punti da seconda opportunità (pari al primo posto con Houston e New York) e ben 59.6 punti in area (5 in più dei secondi, Memphis), a cui si aggiungono i 23.8 punti realizzati di media dalle palle perse avversarie (nessuno recupera più dei loro 11.4 palloni a partita, piazzando anche 7 stoppate di media).

I numeri del quintetto base e quel precedente del 2001

Il quintetto base formato da Simmons, Richardson, Harris, Horford ed Embiid ha giocato solo 37 minuti assieme, ma ha un Net Rating di +15.9 che si posiziona al settimo posto di tutta la NBA tra quelli con almeno 30 minuti di campo. Servirebbe probabilmente un apporto maggiore dalla panchina sia in termini di minuti (15.8 di media, solo Toronto, Houston e Portland fanno peggio) che di produzione (33.8 punti, 19° posto), ma per ora tocca accontentarsi: magari il mercato porterà il GM Elton Brand ad aggiungere esperienza e qualità alla panchina di coach Browns a stagione in corso, come successo negli ultimi anni con i vari Belinelli, Ilyasova, Scott e Ennis. Intanto, Philly può sorridere davanti a questo dato: l’ultima volta che avevano vinto le prime cinque partite in fila risale al 2000-01 (allora furono 10), la stagione dell’MVP di Allen Iverson e soprattutto dell’ultima partecipazione alle Finals. La destinazione a cui questi Sixers pensano di poter arrivare continuando su questa falsariga.

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