NBA, Blazers nei guai: Zach Collins operato alla spalla, fuori almeno 4 mesi

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A Portland devono già fare a meno di Jusuf Nurkic fino a febbraio e aspettano il debutto di Pau Gasol: ora il reparto lunghi perde un altro pezzo ancora, rendendo sempre più difficili le rotazioni di coach Terry Stotts

Non c’è pace ai Blazers. Già senza il loro centro titolare Jusuf Nurkic, alle prese col recupero dalla rottura del legamento anteriore, e senza aver potuto contare finora su Pau Gasol, addizione estiva, a Portland vedono la loro frontline perdere un altro pezzo importante, Zach Collins. All’ex Gonzaga University era (come si dice in gergo) “uscita” la spalla sinistra durante il terzo quarto della gara contro Dallas giocata il 27 ottobre: in un primo momento i trainer dei Blazers erano stati ottimisti sulla gravità dell’infortunio, visto la facilità con cui erano stati in grado di ridurre la lussazione sul momento. Dopo esami più approfonditi, però, al lungo dei Blazers è stata consigliata la procedura chirurgica, soluzione che fa pensare all’interessamento di legamenti o tendini, se non rotti quantomeno allentati, tanta da richiedere un intervento. Collins è già finito sotto i ferri e il responso con i primi tempi di recupero non è certo confortante: verrà rivalutato fra 4 mesi ma i tempi di recupero potrebbero anche allungarsi fino a sei mesi. L’intervento è stato ritenuto la soluzione migliore anche in prospettiva futura, nella speranza di ridurre i rischi che la spalla possa lussarsi nuovamente una volta tornato in campo. Senza operazione, infatti, l’articolazione rimane meno stabile e più vulnerabile, esponendo il giocatore alla ricaduta in un infortunio simile: “Brutto colpo per tutti – ha dichiarato il leader dei Blazers Damian Lillard – perché ero sicuro che Zach fosse pronto per disputare una gran stagione, e sono convinto che anche lui ne fosse convinto”. Per la squadra di coach Stotts, la rinuncia forzata a Collins – che nelle prime 3 gare stagionali aveva tenuto medie di 9 punti, 4 rimbalzi e 2 assist a sera – è un brutto colpo visto la penuria di lunghi a disposizione: solo l’ex Heat Hassan Whiteside è attualmente arruolabile e Terry Stotts ha dovuto ricorrere ai vari Anthony Tolliver, Skal Labissiere e addirittura a Mario Hezonja da 4 tattico per cercare di far fronte all’emergenza lunghi. Un’emergenza a cui Portland con ogni probabilità non potrà rispondere guardandosi attorno sul mercato, visto la situazione salariale che sconsiglia ulteriori spese: “Abbiamo un roster versatile, mi inventerò qualcosa”, la soluzione offerta da Stotts, che guarda però con speranza al recupero di Pau Gasol. Non ci sono ancora tempistiche sicure, ma il catalano sta migliorando e inizia a sostenere qualche allenamento leggero, mentre per Nurkic il ritorno non è atteso prima di febbraio. L’ultima a rientrare, a questo punto, sarà Zach Collins, costretto a saltare almeno una sessantina di partite, fino a marzo circa: sperando che per allora, nella temibile Western Conference, non sia già troppo tardi per agganciarsi al treno playoff. 

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