NBA, Willie Cauley-Stein ha rinunciato a 9 milioni per giocare a Golden State

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Il nuovo centro dei Golden State Warriors ha rivelato di aver rinunciato al doppio dei soldi garantiti dagli Charlotte Hornets pur di firmare con i vice-campioni in carica, con l’obiettivo finalmente di far parte di una organizzazione vincente

C’è stato un tempo, circa quattro anni fa, in cui Larry Bird pensava che Willie Cauley-Stein valesse 100 milioni di dollari. Sono passati invece poco più di dodici mesi da quando lo stesso centro si dichiarava “pronto a essere pagato”, mettendosi di fatto sul mercato nel suo ultimo anno con i Sacramento Kings. Solo che non è successa né una e né l’altra cosa, e allora l’enigmatico lungo ha cambiato rotta: in un lungo articolo sul San Francisco Chronicle ha raccontato di come questa estate sia tornato alle sue origini, riallacciando i rapporti con il piccolo paese del Kansas da cui proviene (Spearville, meno di 800 abitanti) per ritrovare le radici. Forse è anche per questo che, quando il 2 luglio il suo agente lo ha informato che i Golden State Warriors lo volevano, ha smesso di dedicarsi alla pesca ed è tornato subito a casa per parlare con coach Steve Kerr. “A Sacramento tutti gli errori della squadra venivano attribuiti a me” dice nell’articolo. “Ero il capro espiatorio per tutto. È stata dura”. E dopo tante notti passate a immaginarsi come sarebbe stato giocare ai playoff (131-197 il record nei quattro anni ai Kings), Cauley-Stein ha deciso di accettare la corte di una organizzazione vincente come quella degli Warriors nonostante un’offerta economica decisamente peggiore rispetto a quelle sul tavolo.

L’offerta di Charlotte e il motivo per cui ha scelto Golden State

Già, perché gli Charlotte Hornets — secondo quanto scritto — gli avevano offerto 9 milioni di dollari (senza specificare in quanti anni, va detto), mentre Golden State non poteva spingersi poco sopra il minimo salariale. Alla fine Cauley-Stein è stato convinto da Kerr di essere un ottimo partner nei pick and roll con D’Angelo Russell e ha firmato un biennale da 4.4 milioni con Golden State, tenendosi il secondo anno come opzione a proprio favore. Di fatto la metà garantita di quanto offrivano gli Hornets, ma con la speranza di entrare a far parte di una franchigia vincente che lo cercava da tempo: lo stesso Cauley-Stein ha raccontato che già a febbraio 2017 gli Warriors lo volevano, come gli avevano confidato Draymond Green e Steph Curry prima di una partita (la risposta di Cauley-Stein fu “Mi metto la maglia anche adesso”). I tanti infortuni di questo inizio di stagione — tra cui il suo a un piede durante il training camp — hanno mandato in frantumi questo progetto così come quello di agguantare i primi playoff in carriera. E, ironia della sorte, gli Hornets hanno al momento un record migliore rispetto a quello degli Warriors. Questo però WCS a luglio non poteva saperlo: per quanto lo riguarda, è ancora in tempo per dimostrare che in un ambiente positivo può essere un giocatore utile a una squadra NBA.

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