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NBA, i Bucks non si fermano più (17 in fila): Milwaukee è più forte dello scorso anno

NBA

Non perdono dall'8 novembre, battono gli avversari con 16 punti di scarto medio, hanno in squadra un MVP che continua a migliorare. In attesa di sfidare i Lakers il prossimo weekend, oggi i Milwaukee Bucks sono la squadra più forte della NBA

L’anno scorso i Milwaukee Bucks hanno chiuso col miglior record di lega, 60 vittorie e 22 sconfitte, dominando la lega in mille modi diversi, riflesso dalla pioggia di premi arrivati a fine anno: quello di MVP NBA a Giannis Antetokounmpo, di allenatore dell’anno a Mike Budenholzer, di dirigente dell’anno a John Horst, per la sua capacità di costruire attorno al talento (unico) del greco una macchina quasi perfetta. Quel quasi è lì a ricordare il momento in cui quei Bucks schiacciasassi (sopra 2-0 nella serie di finale di conference contro Toronto) si sono inceppati: persa gara-3 dopo un doppio overtime, sono arrivate altre tre sconfitte (Milwaukee non aveva mai perso più di due gare in fila in tutta la stagione, figurarsi quattro…) e l’improvvisa eliminazione. Epilogo a parte, però, il dominio di Antetokounmpo e compagni era sembrato totale, una dimostrazione di strapotenza quasi irripetibile. Sbagliato. Perché i Bucks stanno facendo meglio – molto meglio – già quest’anno. Dopo 26 partite sfoggiano il miglior record di lega (a pari merito con i Los Angeles Lakers di LeBron James e Anthony Davis) e un bilancio di 23-3 che fa impallidire quello allo stesso punto della stagione ma dodici mesi fa (18 vittorie e 8 sconfitte), cavalcando una striscia di 17 successi in fila, di gran lunga la più lunga dell’anno nella lega. La ricetta del successo dei Bucks è esattamente quella che li ha proiettati in testa alla lega già durante la stagione 2018-19: difesa invalicabile e ottime percentuali al tiro in attacco, due costanti che hanno portato a un dominio evidenziato tanto dal net rating della squadra (la differenza tra l’efficienza offensive e quella difensiva, misurata sui 100 possessi) che nello scarto medio con cui Milwaukee si è sbarazzata dei propri avversari. Nonostante l’estate li avesse privati di due pezzi importanti della propria rotazione – il playmaker titolare Malcolm Brogdon (finito a Indiana) e l’ala Nikola Mirotic dalla panchina (tornato in Europa, al Barcellona) – rimpiazzati da Wesley Matthews e Kyle Korver (veterani di spessore, ma probabilmente inferiori nel valore complessivo), coach Budenholzer sta vedendo la sua squadra non solo risentire dei cambi effettuati ma anzi trovare nuovi equilibri e dimostrare una forza ancora maggiore.

Non solo Antetokounmpo: cresce tutta la squadra

Si potrebbero riassumere i miglioramenti dei Bucks con quelli del loro leader, Giannis Antetokounmpo, che in estate – già titolare del premio di MVP NBA – aveva detto di sentirsi soltanto “al 60% del proprio sviluppo come giocatore”. Quest’anno “The Greek Freak” segna di più (oltre 31 punti di media, dai 27.7 della scorsa stagione), tira meglio da tre punti (da una percentuale inferiore al 26% al 32.5% attuale) e cattura più rimbalzi (oltre i 13 a sera) ma alla sua crescita corrisponde anche la crescita di una squadra che proprio in quelle quattro aree statistiche che già la vedevano dominare lo scorso anno (efficienza difensiva, net rating, plus/minus e percentuali al tiro) continua a crescere, ancora più se si vanno a isolare le ultime 17 gare dei Bucks, tutte vinte. Dalla sconfitta raccolta nello Utah l’8 novembre scorso, infatti, Antetokounmpo e compagni stanno collezionando cifre spaventose: il net rating di +8.6 con cui l’anno scorso hanno dominato la lega, è ora diventato un impressionante +15.5, la difesa concede in media più di tre punti in meno ogni 100 possessi agli avversari, mentre l’attacco tira con una percentuale reale (che tiene conto quindi dei tiri da due, da tre e dei liberi) superiore al 50%. L’anno scorso Milwaukee batteva i propri avversari con quasi 9 punti di scarto medio, quest’anno sono 13.4 e all’interno della striscia di 17 vittorie ancora aperta il gap sale a quasi 16 punti di distacco. Il tutto dovendo fare a meno per ben 7 gare del secondo All-Star di squadra, Khris Middleton, rientrato in rotazione solo recentemente. 

Statistiche Milwaukee Bucks

Le sfide con Mavs e Lakers all’orizzonte

Milwaukee è ancora una squadra che ama correre, giocare in transizione ed evitare così a Giannis Antetokounmpo di dover attaccare le difese avversarie schierate. Per numero di possessi e frequenza, nessun’altra squadra NBA gioca così tanto in transizione come i Bucks, ma l’efficienza offensiva di questi possessi non è da élite della lega (addirittura 18° per punti per possesso). L’attacco di Milwaukee però funziona come non mai con le conclusioni dal perimetro della batteria di tiratori di coach Bud (quasi 1.1 punti per possesso dalle situazioni di spot up), ma è tra i migliori della lega anche nella gestione del pick and roll, che genera punti tanto nelle conclusioni del portatore di palla che dell’uomo destinato a tagliare verso canestro (ottime le cifre in questo fondamentale di Brook Lopez, meno tiratore da tre rispetto alla scorsa stagione e chiamato maggiormente a mettere pressione sulle difese avversarie). Superato il prossimo ostacolo – tutto sommato facile, i Cleveland Cavs da affrontare al Fiserv Forum, dove i Bucks hanno perso solo una volta, contro Miami – Milwaukee dovrà vedersela contro Luka Doncic e i suoi insidiosi Mavericks prima di affrontare i Los Angeles Lakers di LeBron James (sempre in casa), in una sfida che con ogni probabilità incoronerà – almeno temporaneamente – la miglior squadra NBA. Titolo per cui, vittoria o sconfitta in una singola partita, la squadra di coach Budenholzer si candida forte di un gioco (e di statistiche) che ne fanno un’autentica armata.