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NBA, JJ Redick : "Il look su Instagram è più importante di vincere o perdere una partita"

NBA

Duro attacco della guardia di New Orleans al mondo social e alle degenerazioni ormai sempre più visibili anche nella NBA. E così Redick - che ha cancellato tutti i suoi account più di un anno fa - lancia un grido di allarme

Per JJ Redick la presenza sempre più ingombrante dei social nel mondo NBA è un problema. Un problema che lui, personalmente, ha risolto già mesi fa: “Ho cancellato tutti i miei account – ha fatto sapere la guardia di New Orleans – perché io sono fatto così: o sono al 100% dentro a una cosa, oppure ne sono fuori”. E l’uscita dal mondo social non è stata priva di critiche: “Ormai Twitter è diventata solo un coro di voci arrabbiate: ho sentito di dovermi staccare da un ambiente del genere”. Parole rilasciate ormai più di un anno fa, ma che Redick ha ribadito nella puntata più recente del suo apprezzatissimo podcast: “Può sembrare una provocazione ma sono fortemente convinto di quello che sto per dire: oggi ci sono giocatori più preoccupati di avere il look prepartita perfetto da sfoggiare su Instagram che di vincere o perdere una partita”. Parole che non hanno (ovviamente) un bersaglio specifico ma in cui molti giocatori potrebbero ritrovarsi: Redick – 35 anni, da 14 nella lega – non fa certo parte della generazione di nativi digitali che oggi ha invaso la NBA ma non per questo vuole apparire come “il vecchio rompiscatole” che si lamenta di tutto e tutti. La sua disponibilità a utilizzare e sfruttare nuove modalità di comunicazione, ad esempio, l’hanno portato a creare uno dei podcast più apprezzati dell’intero panorama NBA ma una certa diffidenza verso i social era già presente nelle sue parole pronunciate oltre due anni fa: “È qualcosa che mi fa davvero paura, perché ormai è diventato un gesto neppure più consapevole e cosciente: ogni volta che arrivi a un semaforo ed è rosso, se hai il cellulare vicino lo prendi in mano, istintivamente. Anche quando lo metti giù e magari ti alzi da una stanza, sai sempre dov’è: ormai è diventata un’estensione del nostro corpo”. E quando va a rovinare la sacralità di una partita NBA, JJ Redick non ci sta più.

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