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NBA, Martin Luther King Day: perché viene celebrato

NBA
©Getty

Ogni anno nel terzo lunedì del mese di gennaio la NBA celebra il Martin Luther King day con un numero speciale di partite (quest'anno 14) e iniziative speciali, come la maglia dedicata al leader del movimento dei diritti civili e premio Nobel per la pace, nato ad Atlanta il 15 gennaio 1929 e assassinato a Memphis il 4 aprile 1968

"Non possiamo camminare da soli", questa la frase scelta ques'anno e stampata sulle maglie che tutti i giocatori NBA hanno indossato prima delle partite disputate nel Martin Luther King Day. Questa gioranta di festività nazionale si celebra negli USA il terzo lunedì di gennaio, quindi una data vicina al 15 del mese giorno della sua nascita nel 1929. Martin Luther King è passato alla storia per il suo instancabile impegno nella lotta per affremare i diritti civili degli afromareicani, una lotta improntata sempre sul principio della non violenza e che gli valse il premio Nobel per la pace nel 1964. Celebre il suo discorso tenuto il 28 agosto 1963 al Lincoln Memorial di Washington quando pronunciò più volte la frase poi entrata nella storia "I have a dream" (Ho un sogno) dicendo alla folla: "Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva appieno il vero significato del suo credo... Che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza". E anche quel celebre "I have a dream" appariva sulla schiena della maglietta celebrativa insossata dai giocatori. La partita più sentita in questa ricorrenza è sempre quella che si gioca a Dallas, la città dove King fu ucciso da un colpo di fucile alla testa mentre si trovava al Lorraine Motel il 4 aprile 1968

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