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Mercato NBA, Chicago cambia dirigenza: finisce l’era GarPax, si cerca un nuovo GM

NBA
©Getty

Durante il weekend delle stelle a Chicago, il presidente dei Bulls Michael Reinsdorf ha cominciato la ricerca di un nuovo General Manager per la franchigia. I due attuali capi della dirigenza, John Paxson e Gar Forman, non dovrebbero essere licenziati ma riassegnati ad altri ruoli, anche se il primo potrebbe mantenere un ruolo decisionale importante

L’arrivo a Chicago del weekend dell’All-Star Game con il suo carico di stelle, storie e talento ha finito per oscurare il fatto che i Bulls anche quest’anno stanno vivendo una stagione tremenda. Nonostante gli arrivi sul mercato e la speranza data dal talento giovane presente a roster, la squadra è a cinque partite di distanza dall’ottavo posto nella Eastern Conference e ha mandato un solo rappresentante al weekend delle stelle – Zach LaVine alla gara del tiro da tre punti. Per il resto, sulla squadra di casa è calato un silenzio imbarazzato come quando il padrone di casa non si fa trovare nella festa che si sta svolgendo a casa sua. Secondo quanto riportato dal Chicago Sun Times, però, i Bulls non sono rimasti fermi: il presidente e COO della franchigia Michael Reinsdorf, figlio dello storico proprietario Jerry, ha cominciato la ricerca di una “nuova voce” per la dirigenza, probabilmente con il ruolo di General Manager ma con un potere decisionale di rilievo. Di fatto, un sostituto per Gar Forman, il cui potere all’interno della franchigia è andato sempre più diminuendo, e che con ogni probabilità verrà spostato a supervisionare il reparto scouting della squadra, storicamente uno dei più scarni di tutta la NBA e in grande necessità di una ristrutturazione. Dovrebbe invece rimanere al suo posto John Paxson, che ha da anni un rapporto inscalfibile con entrambi i Reinsdorf, padre e figlio: verrebbe comunque scissa la coppia “GarPax” che secondo i tifosi dei Bulls è alla base di tutti i mali della squadra negli ultimi anni (tanto da cantare “Fire GarPax” anche durante le dirette delle tv negli ultimi giorni a Chicago), anche senza il licenziamento di nessuno dei due.

Le colpe di Forman e il “modello White Sox” da replicare

A pesare sul curriculum di Forman (votato come dirigente dell’anno nel 2011) sono le grandi difficoltà avute dalla squadra negli ultimi anni, a partire dall’assunzione di Fred Hoiberg ma anche la rissa tra Nikola Mirotic e Bobby Portis, il mezzo ammutinamento dello spogliatoio lo scorso anno contro l’allenatore Jim Boylen e – soprattutto – le tantissime sconfitte accumulate dopo l’addio a Jimmy Butler nel 2017 (55 due anni fa, 60 lo scorso anno e già 36 in questa prima metà di stagione). La ricerca di un nuovo candidato al ruolo di GM è solo agli inizi e nessun colloquio è stato ancora effettuato, ma dovrebbe comunque coinvolgere il senior advisor della franchigia Doug Collins, che da tempo richiede ormai un cambiamento nella squadra. Il modus operandi dei Reinsdorf, però, è quello di non licenziare ma di riassegnare ad altri compiti, assumendo un nuovo “volto” anche per prendersi carico degli impegni con i media, permettendo a Paxson e Forman di “sparire sullo sfondo”. Un tipo di gestione che ha già avuto successo ai White Sox del baseball (di proprietà della famiglia Reinsdorf), che hanno affrontato una ristrutturazione dei quadri dirigenziali molto simile e con successo: chissà che non possa cambiare le fortune anche dei “cugini” della pallacanestro.

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