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NBA, Scottie Pippen e la verità sullo Slam Dunk Contest: "Volevo il pareggio, ma poi..."

il caso
©Getty

L’ex All-Star dei Chicago Bulls ha ammesso che è stato ingiusto assegnare il premio a Derrick Jones Jr. e ha spiegato l’errore commesso da lui e dagli altri giudici: “Pensavamo di aver fatto bene i conti, di assegnare un altro pareggio. E invece…”

Dopo che Common e Candace Parker avevano già spiegato in parte l’equivoco che ha penalizzato il giocatore dei Magic, è arrivata anche la versione di Scottie Pippen - giudice alla gara delle schiacciate di due settimane fa assieme a Dwyane Wade e Chadwick Boseman. Loro cinque sono stati i “colpevoli” (l’ex giocatore degli Heat è finito in particolare nel mirino) dell’errore che ha tolto per la seconda volta in carriera il premio di miglior schiacciatore ad Aaron Gordon; penalizzato all’ennesima schiacciata per porre fine alla parità rispetto a Derrick Jones Jr. - vincitore dopo le quattro esecuzioni a testa dei due finalisti. Ospite alla trasmissione The Jump su ESPN, Pippen però ha mantenuto il riserbo su quale sia stato il giudice a far saltare il banco, a confondere le carte in maniera più o meno volontaria e a non far tornare i conti. Un errore che è subito balzato agli occhi dei giudici che, una volta inseriti i loro voti, hanno visto il risultato ben prima che fosse reso pubblico: 47 per la schiacciata di Gordon e non 48 come quella in precedenza realizzata dal giocatore degli Heat. Il sistema però a quel punto non permetteva un’ulteriore modifica - sempre stando al racconto di Pippen: una volta inserito, il giudizio non poteva essere modificato. Nessuno poteva far tornare i conti. Dalla ricostruzione video fatta in trasmissione infatti, si vede subito Wade sorridere e togliersi l’auricolare con fare sornione, mentre gli altri si disperano in maniera più o meno plateale per il verdetto che loro possono vedere e il pubblico ancora no. I cinque giudici avevano stabilito tra loro che il punteggio complessivo sarebbe dovuto nuovamente essere 48, ma alla diminuzione del voto da 10 a 9 di Wade, non è coinciso l'aumento da parte di nessuno degli altri. Una spiegazione quindi che non fa altro che aggiungere punti interrogativi a una questione non del tutto chiusa. Una magra consolazione che non cambierà di certo l’umore o il pensiero di Gordon, convinto di aver vinto due titoli di miglior schiacciatore ma senza cimeli da mettere in mostra sulla libreria di casa sua.

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