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NBA, Steph Curry salta la gara con Philadelphia causa febbre: “Non è coronavirus”

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©Getty

SI ferma di nuovo il numero 30 degli Warriors, rientrato soltanto 48 ore fa dopo oltre 4 mesi lontano dal parquet. Un'influenza che aveva preoccupato molti, ma che  lo staff medico di Golden State ha subito analizzato: "Non ci sono problemi, è soltanto una febbre stagionale"

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Non ha giocato contro Philadelphia, ma i suoi compagni di squadra sono riusciti lo stesso a interrompere la striscia di 10 sconfitte in casa e a battere i Sixers. Meno di 48 ore dopo il suo rientro in campo, Steph Curry è stato di nuovo costretto a farmarsi; stavolta però a causa della febbre. Inevitabile però che nella testa di molti scattasse l’associazione con il Covid-19, il virus a cui ormai da mesi la Cina prima e adesso il mondo intero stanno provando a porre un argine. “Non ci sono fattori di rischio specifici per Curry, la sua è soltanto un’influenza stagionale”, si legge nel comunicato che gli Warriors hanno subito voluto rendere pubblico. Steve Kerr ha poi aggiunto con i giornalisti: “Ero con Steph all’allenamento ieri pomeriggio e stava bene. Quando si è svegliato questa mattina però si sentiva febbricitante: so che il suo bimbo ha la febbre e probabilmente è stato lui a trasmettergliela. Abbiamo subito fatto una visita anche con i nostri dottori e c’è stato assicurato di non doverci preoccupare: è soltanto una febbre stagionale, nulla più”. Il coronavirus ormai è diventato l’argomento più discusso anche all’interno degli spogliatoi NBA: “È un problema che riguarda e preoccupa tutti”, sottolinea Kerr. “Come il resto del mondo, anche noi leggiamo, ci informiamo e ne discutiamo. Ne abbiamo parlato con i giocatori in spogliatoio, abbiamo i nostri medici che continuano a indirizzarci e a darci consigli. Non sono un esperto, ma sto provando a capirci qualcosa. Per adesso il nostro compito è quello di fare al meglio il lavoro, farci trovare pronti il giorno della partita e aspettare che la NBA ci comunichi cosa fare in futuro”.