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NBA, LaMarcus Aldridge: "Dopo 22 anni in fila ai playoff sentiamo la pressione di fallire"

NBA

L'ala di San Antonio professa ancora ottimismo sulle chance dei suoi Spurs di acciuffare in extremis l'ottavo posto a Ovest. Ma poi guarda al futuro: "Mi piacerebbe finire la mia carriera o qui o a Portland" 

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Il record è perdente, 27-36. Il ranking nella Western Conference oggi li vede al 12° posto. I Memphis Grizzlies, titolari dell’ottava posizione, parecchio lontani (5 vittorie in più, 4 sconfitte in meno). LaMarcus Aldridge sa che la situazione dei suoi San Antonio Spurs non è tra le più semplici: “Però avevamo vinto l’ultima gara prima dello stop — dice — e dobbiamo ripartire da lì. Dopo essere stato fermo un paio di partite ero tornato in campo e mi sentivo benissimo, in gran forma. Se si riprenderà a giocare penso che gli Spurs abbiano le stesse chance di qualsiasi altra squadra per agguantare quell’ottavo posta a Ovest”. Perché ci sono i Grizzlies (oggi qualificati) ma non solo: noni i Blazers, davanti a San Antonio anche New Orleans e Sacramento. “Se mettiamo assieme un po’ di vittorie in fila ce la possiamo ancora fare”, assicura Aldridge, consapevole che — in caso contrario — la mancata partecipazione degli Spurs ai playoff non passerà sotto silenzio. “Non vogliamo certo essere ricordati come la squadra che — dopo 22 anni di playoff consecutivi — manca la qualificazione, questo è poco ma sicuro. La pressione c’è — ammette il n°21 dei neroargento — ma a mio avviso è più una questione personale: dobbiamo raggiungere l’obiettivo per noi, per tutto quello che abbiamo passato durante quest’anno, per tutto il lavoro fatto in palestra. Certo che vorrei mantenere viva la striscia di partecipazioni consecutive ai playoff [che a quota 23 stabilirebbe un nuovo record all-time per la NBA, ndr] ma prima di tutto dobbiamo farlo per questa squadra, non per i libri di storia”.

Mai amato a San Antonio: il futuro tra Spurs e Blazers

Una squadra di cui Aldridge fa parte già da 5 anni, arrivato in Texas — nel suo Texas, dove è nato e dov’è andato al college, con la maglia dei Longhorns — per il via della stagione 2015-16. Eppure l’amore della città e dei tifosi di San Antonio verso di lui non sembra essere mai sbocciato sul serio: “Non so perché, non ne ho idea — riconosce lui — io ho sempre fatto tutto quello che potevo per aiutare la squadra a vincere. Ho cambiato il mio modo di giocare, quest’anno mi sono messo a tirare di più da tre punti per aprire il campo per DeMar [DeRozan]. Forse la gente non mi ha perdonato quell’incontro [nell’estate del 2017, ndr] con coach Popovich, in cui chiesi di essere scambiato. Da allora però è cambiato tutto, ci siamo chiariti, siamo sulla stessa sintonia d’onda e io mi sono concentrato solo e soltanto sulle fortune di San Antonio”. Dove Aldridge vorrebbe poter finire la carriera: “Sarebbe bello poterlo fare qui o a Portland”, ammette. “Mi starebbe benissimo finirla qui in maglia Spurs ma se le cose dovessero cambiare — e a San Antonio dovessero scegliere di rifondare partendo dai giovani — non mi dispiacerebbe tornare a Portland”. Dove c’è almeno un giocatore — e guarda caso è il leader della squadra, Damian Lillard — che lo aspetterebbe a braccia aperte.

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