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NBA, Michael Jordan e il no a un'offerta da 100 milioni di dollari per due ore di lavoro

la storia
©Getty

Un aneddoto raccontato da David Falk, storico agente del numero 23 dei Chicago Bulls, spiega meglio di ogni altra cosa quanto MJ tuteli la sua immagine, anche a costo di rinunciare a offerte faraoniche

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Oltre agli straordinari risultati conquistati sul parquet, Michael Jordan è riuscito negli anni a diventare anche uno degli sportivi più ricchi d’America. Nonostante i suoi contratti da giocatore NBA gli abbiano permesso di guadagnare “soltanto” 90 milioni di dollari - cifra ridotta rispetto a chi attualmente è impegnato nella lega - il suo patrimonio sfiora i due miliardi di dollari, grazie ai diversi business che è riuscito a portare avanti (a partire dall’acquisizione degli Charlotte Hornets). MJ ha sempre ripetuto che non si diventa ricchi accaparrandosi qualunque cosa ti venga offerta per mettere insieme più soldi possibile, ma soltanto selezionando il meglio per te. E quando si possiede un patrimonio così importante, le proposte a cui si può dire di no possono essere anche molto cospicue. È quello che ha raccontato David Falk, lo storico agente di Jordan che ha spiegato quanto sia difficile riuscire a raggiungere un accordo di partnership con lui attraverso qualche storia esemplare. Una volta, impegnato in Asia con gli Hornets in una gara di preseason, gli hanno offerto 7 milioni di dollari per apparire in una giornata a un evento di golf: nonostante la sua passione per quello sport, MJ disse di no. Una cifra enorme, ma nulla in confronto al secondo aneddoto, secondo cui l’ex numero 23 dei Bulls ha rifiutato un accordo ben più remunerativo pur di preservare la sua immagine: “Tre anni fa gli ho proposto una partnership da 100 milioni di dollari: tutto ciò che doveva fare era presiedere due ore all’evento di annuncio dell’accordo e dare il suo nome e consenso per alcune campagne pubblicitarie. Ma nonostante la cifra enorme lui ha detto di no: ho davvero ammirato la sua capacità di non farsi influenzare e di essere selettivo nello scegliere le cose nel quale farsi coinvolgere”. Preservare il suo nome e il suo marchio, non ha prezzo.

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