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NBA, parla Pelinka: "Capisco l’assenza di Bradley per il figlio, aspettiamo Howard"

NBA
©Getty

Il General Manager dei Los Angeles Lakers Rob Pelinka ha parlato dell’assenza di Avery Bradley per via della malattia respiratoria cronica del figlio più piccolo Liam: "Capiamo e sosteniamo la sua scelta. Sarà dura senza di lui, firmeremo un altro giocatore. Rimaniamo in attesa della decisione di Dwight Howard"

Tra poco più di una settimana i Los Angeles Lakers saliranno sull’aereo che li porterà a Orlando, più precisamente a Disney World, dove cercheranno di dare la caccia a un titolo per i quali erano tra le squadre favorite prima della sospensione della stagione. Su quell’aereo non ci sarà però uno dei titolari, Avery Bradley, che una settimana fa ha reso noto alla squadra che non parteciperà alla bolla di Orlando per rimanere vicino al figlio di 6 anni Liam, che soffre di problemi respiratori cronici e non avrebbe ricevuto il via libero medico per entrare nella bolla di Orlando. Da qui la decisione del giocatore di rimanere con la famiglia piuttosto che affrontare un possibile periodo di 3 mesi e mezzo (se i Lakers arriveranno a giocarsi le Finals) lontano da loro. “È stato un processo in cui siamo rimasti vicini a Avery” ha detto il General Manager dei Lakers Rob Pelinka, suo ex agente prima di entrare nell’organigramma gialloviola. “Abbiamo sostenuto sia lui che il suo viaggio: per la nostra squadra è una perdita molto pesante. La sua durezza e la sua tenacia difensiva erano fondamentali per il quintetto, ma comprendiamo totalmente la sua decisione. Ovviamente ci sono tante emozioni diverse: da una parte sono amico di Avery e di sua moglie Ashley essendo stato anche suo agente, dall’altra sono il GM dei Lakers e speravo davvero di avere l’opportunità di giocarci il titolo al completo. Ma capisco che la sicurezza e la salute della famiglia vengano al primo posto”. Pelinka ha ammesso che al suo posto verrà firmato un nuovo giocatore per rimpiazzarlo, con l’accordo con J.R. Smith che sembra davvero ormai solo una formalità. “Come sapete, il 1 luglio sarà il primo giorno in cui ci verrà permesso di ufficializzare gli accordi”.

Lakers in attesa della decisione di Howard

Risolta la situazione di Bradley, rimane ancora aperta la questione Dwight Howard, che non ha ancora fatto sapere se sarà presente o meno nella bolla di Orlando. Il centro era stato uno dei giocatori più vocali nell’opporsi al ritorno in campo citando soprattutto le questioni sociali e razziali di cui si sta discutendo negli USA, arrivando a dire in un comunicato “Questo non è il momento di giocare a basket”. “Dwight è un altro giocatore che sta affrontando circostanze estenuanti, oltre al messaggio di giustizia sociale che sta portando avanti e che sosteniamo completamente” ha continuato Pelinka. “Uno dei suoi figli, anche lui di 6 anni, ha perso la madre tragicamente qualche settimana fa. Perciò siamo spesso in contatto con lui e con il suo agente. C’era una data entro la quale poteva chiamarsi fuori e non ci è stato notificato nulla, perciò speriamo che possa essere parte del nostro roster a Orlando. Ma il processo è ancora in corso”. Pelinka ha anche detto che non ha ricevuto indicazioni dalla NBA se ci saranno o meno dei vantaggi per le squadre che si erano guadagnate il fattore campo durante la regular season (se non il posizionamento nel miglior hotel di Disney World) e ha minimizzato le polemiche sulle foto fatte a LeBron James e Ben Simmons mentre si allenavano senza mascherina: “Il protocollo dice chiaramente che mentre si gioca non bisogna indossarla, mentre va fatto fuori dal campo”.

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