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NBA, Anthony Davis non ha dubbi: "I Lakers adesso hanno più chance di vincere"

PAROLE

Parlando con i giornalisti dopo i mesi di stop per la pandemia, Anthony Davis è convinto che i suoi Lakers abbiano ancora più chance di vincere il titolo: "Ora siamo tutti riposati, sani e pronti a cominciare, lasciandoci alle spalle i piccoli infortuni fastidiosi. A Orlando tutti assieme possiamo cambiare il mondo dal punto di vista sociale"

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Dopo la pausa per l’All-Star Game, i Los Angeles Lakers avevano vinto otto delle successive dieci partite, battendo anche i Milwaukee Bucks e gli L.A. Clippers una dopo l'altra. Una progressione che sembrava presagire un ruolo di primissimo piano in vista del finale di stagione e soprattutto dei playoff, dove si sarebbero presentati come favoriti quantomeno nella Western Conference con il fattore campo a favore. Poi la pandemia di coronavirus ha bloccato tutto, ma secondo Anthony Davis le chance di vittoria non sono calate — anzi, sono aumentate. “Abbiamo più chance perché siamo tutti riposati e pronti a ricominciare” ha detto in conference call mostrando il nuovo look con le treccine corte. “Per me in particolare la pausa è servita per gestire i piccoli infortuni che mi portavo dietro da tempo. Ho avuto la possibilità di recuperare e guarire, tornando nella versione migliore di me stesso. Ora mi sento in salute al 100%. Anzi, non mi sento in salute, sono in salute. Sono pronto a ricominciare”. Davis è convinto che a Orlando “vincerà chi lo vorrà di più” e promette di ricoprire un ruolo chiave per le possibilità di titolo dei Lakers, leggermente messe in difficoltà dall’assenza di Avery Bradley per motivi personali. Davis ha compreso e condiviso le preoccupazioni di Bradley, ma ha detto di non aver mai considerato di non scendere in campo alla ripresa della stagione. “Sono convinto che tutti assieme siamo più forti: a Orlando avremo ancora più voce per quello che sta succedendo dal punto di vista dell’ingiustizia sociale. Avremo la possibilità di confrontarci anche con gli altri e ricevere altre idee su come possiamo cambiare il mondo. Più teste ci sono e meglio possiamo far sentire la nostra voce”.