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NBA: Toronto Raptors, chi avrebbe pensato di rivederli competitivi?

il commento

Francesco Bonfardeci

©Getty

I campioni NBA in carica hanno perso Kawhi Leonard e Danny Green, ma non la voglia di vincere e la capacità di fare la differenza anche contro le squadre di vertice. Milwaukee (e non solo) dovranno vedersela con loro

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Chi. L’avrebbe. Mai. Detto. La verità? Nessuno. Nessuno pensava che dopo aver perso Kawhi Leonard, Toronto sarebbe stata in grado di continuare ad abitare nei quartieri alti della Eastern Conference. Previsione completamente sbagliata. Perso Leonard – e perso anche un soldato scelto come Danny Green – coach Nurse ha deciso di puntare principalmente su due aspetti: la difesa e il contropiede. Toronto è seconda per efficienza difensiva, trasforma in canestri le palle perse degli avversari, è prima nei punti segnati in contropiede e difende in modo efficace sul perimetro. E poi, tutti quelli che non si chiamano Leonard e Green sono restati a Toronto. Lowry, Van Vleet, Ibaka, Gasol. Un nucleo solido. A cui mancava una stella. Quantomeno un’idea, un progetto di stella. Lo ripetiamo: chi l’avrebbe mai detto? La verità? Pochi. Al quarto anno nella NBA, Pascal Siakam viaggia a quasi 24 punti di media, è perfetto per il gioco dei Raptors, non ha più paura di tirare da tre e il suo livello di energia è difficilmente eguagliabile. A Est tutti parlano di Milwaukee, Boston, Philadelphia. Siamo sicuri che siano più forti di Toronto?

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