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NBA, perché Jimmy Butler vuole una maglia senza neppure il suo nome

NBA
©Getty

Non solo la superstar dei Miami Heat ha scelto di non adottare nessuno degli slogan proposti dalla lega ("pur rispettandoli tutti"): Butler non vuole neppure il suo cognome. E spiega così i motivi di una scelta che piace anche a Jaylen Brown ma che la NBA però deve ancora approvare

Jimmy Butler ha scelto — come parecchi altri giocatori prima di lui (da LeBron James ad Anthony Davis) — di non avere sulla propria maglia NBA al ritorno in campo uno degli slogan suggeriti dalla lega. Sempre originale e fuori dagli schemi, però, il n°22 di Miami ha anche avanzato la richiesta di non vedere neppure il suo nome — Butler — stampato sulla divisa degli Heat, giustificando così questo suo desiderio: “Senza nessun tipo di messaggio, senza neppure il mio nome, voglio tornare a essere quello che ero una volta, ovvero un uomo in nulla diverso da qualsiasi altra persona di colore. Non mi sento differente perché sono un giocatore NBA, perché sono Jimmy Butler, e così — pur rispettando tutti gli slogan scelti dalla NBA — preferirei dimostrare in questo modo la mia vicinanza a tutte le persone di colore”. Un’iniziativa che piace molto a Jaylen Brown ("Mi permetterebbe di rappresentare le milioni di vittime senza nome soggette a discriminazione razziale", ha fatto sapere il giocatore dei Boston Celtics) e che secondo un primo conteggio potrebbe finire per essere la scelta adottata da una trentina di giocatori NBA, pronti a seguire l’esempio proprio del giocatore degli Heat. C'è però da aggiungere un necessario asterisco, dovuto al fatto che la NBA non si è ancora pronunciata in merito. La lega ha infatti raggiunto con l’associazione giocatori un accordo su una serie di slogan di carattere sociale da aggiungere sulle maglie assieme al nome dei giocatori, ma che quest’ultimo fosse omesso non era stato preso in considerazione. Dopo che alcuni primi indiscrezioni davano la NBA contraria a tale idea, ora sembra invece che la richiesta avanzata da Butler possa almeno essere esaminata. Se poi invece dovesse finire per essere negata, sembra che il n°22 agli ordini di coach Spoelstra si limiterà a sfoggiare semplicemente il nome Butler sulla propria divisa di gioco.

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