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NBA, Michael Porter Jr. cospirazionista: "Il Covid è stato usato per controllare le masse"

NBA
©Getty

Fanno discutere le parole della giovane ala di Denver, convinto che ci sia "un piano, un'agenda dietro a tutto quello che sta succedendo oggi nel mondo". "Il virus è una cosa seria, certo, ma la sua importanza è stata volutamente esagerata". Parole che hanno scatenato le reazioni di coach Malone, Tim Connelly e perfino di Adam Silver

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Aveva appena dichiarato di essere a Orlando per “aiutare i Nuggets a vincere il titolo NBA” ma non saranno queste le parole di Michael Porter Jr. destinate a fare più rumore. L’ex giocatore di Missouri, infatti, in una chat su Snapchat ha affermato che il Covid-19 “è una cosa seria, certo, ma la sua importanza è stata volutamente esagerata. Il virus — secondo il n°1 di Denver — è stato usato per controllare le masse, e il mondo intero. Oggi siamo tutti obbligati a indossare delle mascherine ma un domani cosa succede se ad esempio ci imporranno di vaccinarci per viaggiare? C’è senza dubbio un’agenda dietro tutto quello che sta succedendo adesso”. Parole che — alla luce delle oltre 650.000 vittime nel mondo (150.000 delle quali proprio negli Stati Uniti) — sono apparse subito fuori luogo, anche all’interno della franchigia stessa. Coach Michael Malone ha provato in qualche modo a difendere il suo giocatore (“Non sta a me dire a nessuno dei miei giocatori cosa sono liberi di dire o non dire, noi non vogliamo mettere una museruola a nessuno: se hanno un’opinione forte è giusto che la esprimano e il mio atteggiamento è quello di rispettarla finché non diventa una distrazione per tutta la squadra”) ma ha poi ammesso che Tim Connelly — il presidente della basketball operation — ha già parlato con il giovane giocatore (solo 22 anni) per metterlo in guardia dalla possibile reazione alle sue parole, una reazione che è arrivata anche da parte del commissioner NBA Adam Silver, pronto a definire l’uscita “infelice” ma anche a contestualizzarla nella sua singolarità “su un gruppo di 450 giocatori, alcuni molto giovani”. Per Denver e per coach Malone, già alle prese con alcuni infortuni e con rotazioni quasi da (re)inventare, una piccola distrazione in più che avrebbe sicuramente evitato volentieri.

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