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NBA, la promessa di Dwight Howard a Nikola Jokic: "Ti seguirò ovunque, anche in hotel"

PAROLE
©Getty

Dopo aver saltato quasi interamente la serie con Houston, Dwight Howard è tornato in campo e ha avuto un ottimo impatto contro Denver, provocando anche il terzo fallo di Nikola Jokic nel secondo quarto di gara-1: "Lo adoro come giocatore, ma voglio fargli sentire la mia presenza. Visto che siamo nello stesso hotel, potrei anche aspettarlo fuori dalla stanza"

Per tutta la stagione i Los Angeles Lakers hanno avuto ottimi risultati dalla loro strutturazione “big”, facendo partire JaVale McGee in quintetto e facendo subentrare Dwight Howard dalla panchina al fianco di Anthony Davis, schierando sempre due lunghi “veri”. Nella serie del secondo turno contro gli Houston Rockets, però, coach Frank Vogel ha deciso di adattarsi al quintetto piccolo degli avversari affidandosi soprattutto a Markieff Morris e Kyle Kuzma, facendo accomodare i due centri in panchina. Ma invece che lamentarsi, McGee e Howard sono diventati i primi tifosi dei gialloviola — e nella serie contro Denver Vogel è tornato ad affidarsi a loro due per la marcatura di un cliente scomodo come Nikola Jokic. Ma se il titolare ha faticato in un primo quarto in cui Jokic ha segnato 11 dei suoi 21 punti, con l’ingresso di Howard la musica è cambiata — e il tre volte Difensore dell’Anno ha avuto un impatto eccellente, chiudendo con 13 punti (8 nel decisivo terzo quarto) e +14 di plus-minus (il migliore delle riserve) in 16 minuti e mezzo di gioco, cominciando in campo il secondo tempo.

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Howard ha avuto fin da subito l’obiettivo di entrare sotto pelle ai Nuggets (a un certo punto si è messo ad origliare gli avversari riuniti in un huddle) e in particolare di Jokic, del quale ha provocato il terzo fallo nel secondo quarto agganciandosi a lui durante un blocco. Un’ingenuità che ha tolto il centro serbo dalla partita per il resto del primo tempo e ha permesso ai Lakers di mantenere il vantaggio accumulato a inizio secondo quarto, nel quale l’energia e l’attività di Howard hanno fatto la differenza. Dopo la partita, l’ex stella degli Orlando Magic ha spiegato così il suo obiettivo per la serie: “Jokic è un giocatore fantastico e ho adorato vedere la sua crescita da dove è arrivato fino a quello che è adesso” ha esordito. “Ma non appena entro in campo, voglio fargli sentire la mia presenza. E visto che siamo nello stesso hotel, potrei anche incontrarlo fuori dalla sua camera per fargli capire che ci sarò per il resto della serie, con gli occhi fissi su di lui”. 

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Una promessa che sembra quasi una minaccia, ma che Howard spiega in questi termini: "Non è cattiveria, solo lo spirito competitivo che ho dentro di me. Apprezzo il suo lavoro e il suo amore per il gioco, ma questa per me è una grande opportunità, perciò voglio sfruttare ogni momento che mi viene dato in campo e dare il 110% per i miei compagni e per tutta la Laker Nation”. Parole che faranno piacere a tutti in casa gialloviola, dopo che Howard ha mantenuto tutto quello che ha promesso a inizio anno — comportandosi in maniera ineccepibile in campo e nello spogliatoio, meritandosi che il suo contratto venisse confermato fino al termine della stagione dopo che lui stesso aveva richiesto di firmare un contratto non garantito. Ora è arrivato il momento di dare il suo contributo contro il centro più pericoloso della Western Conference, e Howard non vuole sprecare questa occasione.

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