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NBA, 28 liberi per James&Davis, 23 per Denver, Mike Malone non ci sta: "Ci faremo sentire"

NBA
©Getty

Torna in prima pagina la questione tiri liberi (e fischi arbitrali) dopo gara-4, la terza sfida che ha visto i Lakers chiudere con un differenziale positivo (stavolta netto: 35-23) nei viaggi in lunetta: "Hanno protestato presso la lega dopo gara-3, vorrà dire che lo faremo anche noi", dice l'allenatore di Denver. "Vorrei vedere alcuni falli su Murray fischiati in gara-5"

Il conto totale dei liberi tirati dalle due squadre fin qui nella serie parla di una perfetta parità: Lakers 113, Nuggets 113. Però i dati dicono anche che le due superstar gialloviola — LeBron James e Anthony Davis — assieme ne hanno tirati 70, il 62% di quelli di squadra (contro i 52 della coppia Murray-Jokic). E allora dev’essere sembrato strano a coach Michael Malone che dopo gara-3 — quando il bilancio dei viaggi in lunetta ha premiato i suoi (29-22 il conto totale) — da casa Lakers sia arrivata immediata una lamentela per il trattamento riservato a LeBron James, autore in quella terza gara di un misero 1/2 dalla linea della carità (peraltro frutto di un flagrant foul per la gomitata di Murray allo stesso James e non di un normale fallo di gioco). “LeBron attacca sempre il canestro in maniera aggressiva — ha fatto notare coach Vogel dopo le prime tre gare, col totale dei liberi tentati da James appena in doppia cifra (10) — per cui faremo notare alla lega, nei canali appositamente predisposti, questo particolare aspetto del gioco”. Che sia servito o meno, le cifre di gara-4 parlano eloquentemente: dei 35 liberi tentati da L.A., 14 a testa se li sono meritati LeBron James e Anthony Davis.

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Un dato che stavolta piace poco a coach Michael Malone dall’altra parte della barricata: “Hanno tirato 35 liberi: vorrà dire che anche noi dovremo farci sentire nei canali appositamente predisposti per meritarci qualche libero in più”, ha dichiarato con (neppure troppa) velata ironia, a riprendere le parole del suo collega sulla panchina dei Lakers. Inaccettabile, per l’allenatore dei Nuggets, il fatto che le due superstar avversarie siano andate in lunetta più volte (28) di tutti i giocatori della sua squadra (23 liberi tentati).

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Lamentarsi pubblicamente paga? “Non lo so, non ne ho proprio idea — ha tagliato corto Malone — ma quello che so è che sono andati in lunetta 35 volte e noi 23. Nel finale Murray ha attaccato il ferro con aggressività, ci sono stati contatti non fischiati, rivedremo le immagini e decideremo sul da farsi. Manderemo i filmati alla NBA, glieli faremo notare: la lega di solito fa un ottimo lavoro nell’ascoltare questo tipo di osservazioni. La nostra speranza è che in gara-5 alcuni di questi falli siano chiamati”. Ne hanno chiamati, invece, due molto pesanti alla superstar dei Nuggets Nikola Jokic all’inizio dell’ultimo quarto, proprio quando Denver stava cercando una rimonta: si è trattato dei falli n°4 e 5 per il centro serbo, costretto poi a gestirsi per il resto della partita, altro particolare che ha fatto infuriare non poco coach Malone. Onesto, però, a riconoscere che non sono certo stati i fischi arbitrali a decidere l'esito di gara-4: "Per tanti possessi abbiamo difeso bene ma non abbiamo portato a termine l’azione difensiva, concedendo loro un rimbalzo d’attacco: i loro canestri da seconde opportunità [25 punti per i Lakers, ndr] sono la ragione per cui abbiamo perso questa partita. Dwight Howard ha avuto un impatto enorme fin dall’inizio”, riconosce Michael Malone.

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Torna a parlare della questione arbitrale anche Jamal Murray, tirato in ballo in prima persona dal proprio allenatore. La superstar dei Nuggets si era già fatto sentire dopo gara-1, che aveva visto i Lakers andare in lunetta 24 volte nel solo secondo quarto (“Vogliono discutere con gli arbitri di ogni fischio, è evidente come cerchino di manipolare quello che succede in campo”): torna sull’argomento anche dopo gara-4. “Ho grande rispetto verso gli arbitri, cercano di fare al meglio il loro lavoro — dice — ma io in un paio di occasioni ho subìto fallo e dal replay si vede chiaramente. Era successo anche al primo turno, con il fallo di Gobert in gara-4, che finimmo per perdere. Come squadra dimostriamo sempre il massimo rispetto verso gli arbitri, ma sappiamo di doverci guadagnare in campo il loro, di rispetto, perché siamo il gruppo più giovane. Sappiamo che LeBron otterrà sempre i suoi fischi, per cui dobbiamo guardare avanti e non farci fermare da queste cose”.

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