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NBA, i Raptors potrebbero spostarsi negli USA nel 2021: Louisville e Seattle in corsa

CORONAVIRUS
©Getty

Date le restrizioni ai viaggi verso il Canada per via del coronavirus, i Raptors potrebbero essere costretti a lasciare temporaneamente Toronto per giocare la prossima stagione negli USA, come già fatto dalle franchigie di baseball e calcio. Il KFC Yum! Center di Louisville sarebbe pronto ad accoglierli, ma in corsa c’è anche Seattle

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Dobbiamo già cominciare a chiamarli “Louisville Raptors” o “Seattle Raptors”? No, non è fantabasket. Il coronavirus ha già da tempo ridisegnato struttura e calendari dello sport professionistico americano, il rischio ora è che faccia altrettanto con i confini. Nella prossima stagione i Raptors potrebbero giocare oltreconfine, in Kentucky. Norme e restrizioni legate alla pandemia costringerebbero i campioni NBA 2019 a disputare tutte le gare casalinghe lontano da Toronto, sulla falsariga di quanto accaduto ai Blue Jays della MLB – trasferitisi a Buffalo — e del Toronto FC della MLS (ultimo domicilio conosciuto: East Hartford, Connecticut). Le stringenti disposizioni del governo degli Stati Uniti di fatto vietano i viaggi in Canada: l’ingresso sul territorio ora viene consentito ai soli cittadini canadesi e ai residenti permanenti, nonché ai loro familiari stretti. È uno dei nodi da sciogliere prima dell’inizio della prossima stagione – di cui peraltro non si conosce ancora la data di inizio; forse non il principale, sicuramente non secondario a causa delle sue implicazioni logistiche e organizzative.

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Il KFC Yum! Center – casa dei Cardinals del College Basketball – è un’arena moderna e soddisfa tutti gli standard richiesti dalla lega, ma quella di Louisville potrebbe comunque non essere una candidatura isolata. Da 12 anni – cioè da quando i Sonics disputarono la loro ultima partita il 16 aprile 2008 – Seattle attende il giorno in cui potrà finalmente tornare a esistere sulla carta geografica della NBA. La questione, per il momento, rimane sullo sfondo. Secondo Yahoo! Sports la stagione 2020-2021 potrebbe iniziare il 18 gennaio (Martin Luther King Day), ma si tratta solo di supposizioni. E ancora nessuno sa con esattezza se si tratterà di una stagione canonica di 82 gare o se sarà necessario cercare soluzioni alternative a causa del protrarsi della pandemia.

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Di tutto questo probabilmente si discuterà venerdì nel corso della riunione del Board of Governors, l’organismo composto dal Commissioner della Lega Adam Silver e dai 30 proprietari delle squadre della NBA. Chissà che a qualcuno non venga in mente di proporre ai Raptors di adottare la soluzione scelta da Lindsay Clowes e Alex Leckie, coppia canadese che ha deciso di sposarsi sul confine tra i due paesi per permettere a parenti e amici di essere presenti alle nozze nonostante le restrizioni causate dalla pandemia. Difficile che in questo momento la dirigenza dei Raptors sia disposta ad accogliere il suggerimento con un sorriso, visto che la questione è di stringente attualità.

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