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NBA, Malcolm Brogdon conferma le due opzioni per l’inizio di stagione: "Natale o MLK Day"

2020-21
©Getty

La guardia degli Indiana Pacers e vice-presidente dell’associazione giocatori ha confermato le due opzioni sul tavolo per l’inizio di stagione: "La questione è molto complicata, bisogna bilanciare molte cose: cominceremo attorno a Natale oppure al Martin Luther King Day, che è l’opzione preferita da molti giocatori. Ma la differenza sono gli introiti"

Dopo la conclusione della stagione 2019-20 nella bolla di Orlando, le attenzioni della NBA si sono spostate su altre questioni di enorme importanza come le prossime due stagioni. Già, perché la speranza di avere di nuovo i tifosi sugli spalti per il 2020-21 è ormai data per persa (se non con capienza ridotta in alcuni mercati meno colpiti dalla pandemia), e per questo si comincia già a pensare al 2021-22 come la stagione “di rimbalzo” per tornare ad avere introiti in linea con quelli precedenti al coronavirus. Per tornare al calendario stagionale “normale” da ottobre a giugno serve però cominciare in fretta la stagione 2020-21, e su questo campo c’è un dibattito molto acceso tra la NBA (cioè i suoi proprietari) e la NBPA (l’associazione giocatori), le due controparti che decidono tutto sulla lega. “Le discussioni sono in corso e la questione è super complicata, bisogna bilanciare molti aspetti diversi” ha detto a ESPN Malcolm Brogdon, guardia degli Indiana Pacers e sopratutto uno dei vice-presidenti della NBPA. “Ci sono molte persone che ci stanno lavorando insieme e per questo ci vorrà del tempo. Le due opzioni sul tavolo sono il Martin Luther King Day [18 gennaio 2021, ndr], che penso sia l’opzione preferita per molti giocatori, oppure il 22 dicembre, attorno a Natale. La differenza enorme però sono gli introiti, insieme alla ricerca di un calendario normale che cominci tra settembre e ottobre. Perciò le valutazioni che stanno facendo entrambe le parti riguardano quanti soldi si perderebbero per ciascuna data: dovremo trovare un accordo e ragionare da lì in poi”.

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Brogdon ha comunque confermato che le due parti rimanderanno ancora la possibilità di uscire dal contratto collettivo che è stata ormai posposta più di una volta, e che la questione necessiterà di qualche giorno di valutazione ma non di settimane, anche perché il tempo stringe. L’unica data certa al momento è quella del Draft del 18 novembre, al quale dovrà fare seguito qualche giorno dopo quella del mercato dei free agent. Per cominciare il 22 dicembre, l’apertura del training camp dovrebbe arrivare a inizio mese, dando un periodo decisamente ristretto di riposo alle squadre che hanno giocato a Orlando fino a ottobre inoltrato. Giocare a Natale, però, permetterà alla lega di generare circa 500 milioni di dollari, secondo quanto stimato dalla NBA, concludendo la stagione in tempo per le Olimpiadi di Tokyo (previste dal 23 luglio 2021) e per ricominciare poi la stagione successiva attorno a ottobre, si spera con i tifosi sugli spalti. Sacrificare il riposo oggi per avere più tempo domani, sembrerebbe il ragionamento della NBA. L’associazione giocatori però sembra avere altre idee: vedremo che accordo troveranno le due parti.

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