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NBA, in campo il 22 dicembre, dopo (soli) 71 giorni di riposo: LeBron James non ci sta

NBA
©Getty

La superstar dei Lakers ha pubblicato una story sul suo account Instagram esprimendo la sua "disperazione" per quello che è effettivamente il periodo di riposo più breve mai imposto da una lega professionistica, di quasi due mesi inferiore a quello più corto fin qui mai avuto dai giocatori NBA tra una stagione e un'altra

Negli Stati Uniti c’è una statistica per tutto, si sa, e così quelli di ESPN non ci hanno messo tanto a evidenziare come il periodo di tempo trascorso dalla fine dell’ultimo campionato (11 ottobre 2020, Lakers campioni nella bolla di Orlando) all’inizio del prossimo (22 dicembre) andrà a libri come il più corto di sempre: solo 71 giorni. Un particolare evidentemente poco apprezzato da LeBron James, visto che la superstar dei Lakers ha fotografato la schermata proposta da ESPN e l’ha pubblicata in una story del suo account Instagram, insieme all’emoticon che rappresenta una disperazione rassegnata. I dati sottolineano poi come il precedente stop più breve nella storia della NBA sia stato di 127 giorni (56 in più — quasi due mesi!) di quello a cui saranno costretti LeBron e colleghi, e come alle spalle di questo nuovo “record” NBA ci sia unicamente la National Hockey League, con un riposo di soli 99 giorni tra la stagione 2012-13 e quella successiva e di 104 in altre due occasioni.

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James, i Lakers e tutti i Miami Heat sono ovviamente i più danneggiati da questa rapida ripartenza, essendo rimasti in campo più di tutti nella scorsa stagione, anche se è difficile immaginare che la ripartenza il 22 dicembre — ratificata proprio in questi giorni dall’associazione giocatori — non abbia avuto anche il beneplacito ufficiale di una superstar come LeBron James. Che però, ciò nonostante, ha voluto esprimere la sua disperazione.

La Instagram story di LeBron James - Instagram