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NBA, è morto KC Jones, leggenda dei Boston Celtics con cui vinse 11 titoli

LUTTO

Christian Giordano

Si è spento a 88 anni KC Jones, leggenda dei Boston Celtics di Bill Russell in campo e successivamente da allenatore di Larry Bird. Per lui otto titoli da playmaker negli anni Sessanta, poi un altro da assistente e due da capo allenatore negli anni Ottanta

Perfetto esemplare del primo principio di Bill Fitch, coach del titolo bostoniano ’81: l’allenatore che si batte per i propri giocatori rafforza la propria reputazione anziché viceversa. Nei suoi cinque anni sulla panchina dei Celtics, KC Jones aveva in quintetto sera dopo sera Bird, Parish e McHale nel frontcourt e Dennis Johnson nel backcourt. Come primo risultato arrivò la più implacabile striscia di vittorie nella storia della franchigia. Poi – come Fitch – anche Jones ci avrebbe messo del suo, anche se quei suoi modi taciturni avrebbero fatto sì che gran parte del suo impatto sui giocatori e sulle prestazioni della squadra finisse per essere – anche qui come per Fitch – ampiamente sottovalutato.

Jones, ex guardia Hall of Famer, potrà anche aver sempre vissuto all’ombra di Bill Russell, sia al college sia nei professionisti. E pure da allenatore forse non riuscì mai ad affrancarsi dall’avvolgente longa manus di Arnold Red Auerbach. Eppure su quella panchina, nessun altro ha saputo fare meglio per cinque anni in termini di risultati, e con più stile. Anche qui, però, nessun altro ha avuto a disposizione un quintetto così forte con e su cui poter lavorare.

 

Quando Boston lo chiamò, nel 1983, dopo quattro anni con Bill Fitch di cui tre da 60 vittorie in stagione, riuscire a far meglio sembrava – a vederla da fuori – un compito arduo anche per uno che ai Washington Bullets aveva fatto ottime cose. Quando Fitch fu esonerato però, quello di Jones era un nome gradito alla maggioranza dello spogliatoio. E ancora più importante, allo stesso Auerbach che pure, solo pochi anni prima, tanto si era esposto per Fitch.

 

Con la tranquillità figlia dell’esperienza e delle proprie conoscenze, Jones ispirava nei giocatori la massima fiducia, e tutti lo rispettavano: dai titolarissimi all’ultimo della rotazione. In campo gli concedeva un certo grado di libertà, ma sempre all’interno di un disciplinato sistema di gioco. Era aperto ai suggerimenti e faceva sentire ogni componente una parte importante di un gruppo unito.

 

Il rispetto poi s’impennò ancora di più quando, come Fitch, anche lui centrò subito tre stagioni da 60 vittorie. Soglia sfiorata pure nelle ultime due, quando però i Los Angeles Lakers di Pat Riley e dello Showtime si dimostrarono troppo forti.

Con lui Bird toccò l’apice della carriera e vinse due dei suoi tre anelli in carriera. Jones sfiorò l’impresa di centrare le Finali NBA in tutti e cinque gli anni della sua gestione. Si ritirò nel 1988 e a fine stagione fu rimpiazzato con il suo assistente Jimmy Rodgers. Mai stato un maestro del gioco KC, ma per quel lustro dei Celtics era perfetto.