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NBA, rinviata la gara tra Boston Celtics e Miami Heat

coronavirus
©Getty

Coach Brad Stevens alle prese con grossi problemi di roster in vista della gara della notte contro gli Heat: due giocatori positivi (Robert Williams e Jayson Tatum), Kemba Walker sempre infortunato, altri in isolamento. Scongiurato il rischio di rinvio: nonostante le nove assenze, i Celtics scenderanno in campo contro gli Heat come fatto dai Sixers contro i Nuggets

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Dopo la sfida (a rischio fino all’ultimo) tra Philadelphia e Denver, con i Sixers in campo con soli 7 giocatori (+1, Mike Scott) attivi, il protocollo studiato dalla NBA per proteggere i giocatori dal Covid mette in forte difficoltà anche i Boston Celtics, attesi nella notte alla gara contro i Miami Heat. Due i giocatori positivi per coach Brad Stevens: Robert Williams (annunciato già venerdì) e Jayson Tatum, risultato in realtà negativo a un primo test e positivo a un secondo. Si attendeva quindi con attenzione la comunicazione della lista degli indisponibili di Boston, consapevoli del fatto che aggiungendo infortunati e giocatori in quarantena c'era la possibilità che il conto totale non arrivasse a otto. Sempre secondo la valutazione in base al “protocollo salute e sicurezza” della NBA infatti, anche Jaylen Brown, Semi Ojeleye e Javonte Green saranno costretti a non esserci perché venuti a contatto con Tatum. Assenze che si aggiungono a quelle di Tristan Thompson e Grant Williams (entrambi venuti a stretto contatto con Robert Williams - anche lui fuori - e quindi messi in isolamento) e Kemba Walker e Romeo Langford (infortunati, anche se la point guard di Boston ha ripreso ad allenarsi e vede il suo rientro più vicino).

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Alla fine quindi sono nove i giocatori che non saranno a disposizione dei Celtics che, approfittando dei two-way contract che permettono ai roster NBA di aggiungere due giocatori ai 15 previsti, portano giusto il conto a quota 8. Il numero minimo per poter disputare il match e una cifra a cui si sta facendo sempre più spesso riferimento in questi giorni complicati in cui la NBA sta provando a convivere con la diffusione del COVID-19 all’interno degli spogliatoi della lega. Un calendario così fitto e pieno di impegni infatti non lascia molto spazio a rinvii. Boston infatti, dopo la gara contro Miami, dovrà giocare contro Chicago e poi la doppia sfida casalinga contro Orlando. Tutto nel giro di cinque giorni, quando il numero dei giocatori a disposizione potrebbe non cambiare.

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