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NBA, Anthony Davis è pronto: torna in campo contro Dallas dopo due mesi di stop

LAKERS
©Getty

Il n°3 dei Lakers ha confermato durante la prima conferenza stampa a oltre due mesi di distanza dal suo stop di essere pronto a tornare in campo: “Sono al 100% della forma”, ha spiegato a seguito delle nove settimane di riabilitazione per recuperare dallo stiramento al polpaccio destro con interessamento del tendine d’Achille

Dopo nove settimane d’assenza, Anthony Davis è pronto a tornare in campo con i Lakers a seguito della lunga riabilitazione dall’infortunio al polpaccio destro che ha preoccupato sia lui che lo staff medico dei campioni in carica. La paura infatti era un possibile interessamento del tendine d’Achille - infortunio che negli anni passati ha limitato tra gli altri anche Kevin Durant. Un rischio da evitare a ogni costo: “Non ho mai subito la rottura del tendine d’Achille, ma il dolore è stato acuto; un fastidio che non avevo mai provato prima e che mi ha fatto pensare al peggio… Sapevo che era qualcosa di serio, ma per fortuna la diagnosi non è stata grave come avevo preventivato. C’è voluto comunque un bel po’ di tempo per recuperare: adesso sono al 100%”. Lo stiramento al polpaccio dunque è stato davvero il male minore: “Ero convinto fosse almeno parzialmente rotto, ero terrorizzato all’idea”. A 30 gare di distanza da quel maledetto 14 febbraio però (con 14-16 di record), i Lakers sono pronti a riabbracciarlo sul parquet - innesto fondamentale per puntare con forza ai playoff.

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Coach Vogel invece è più cauto rispetto al rientro di Davis: “Se sei stato a riposo così a lungo, di solito ci vogliono almeno un paio di settimane per ritrovare il ritmo. Siamo pronti a sostenerlo anche se sentirà le gambe pesanti, può prendersi tutto il tempo che serve”. Sul ritorno in campo di LeBron James invece, alle prese con la distorsione alla caviglia, ci vorranno almeno un altro paio di settimane, ma la squadra adesso sarà in mani sicure: “È il mio compito non far pesare la sua assenza, far sì che la squadra provi a recuperare posizioni a Ovest e farsi trovare. Una cosa è certa: i miei compagni finora hanno fatto il massimo, non potevamo chiedergli di più in queste condizioni precarie”. L’allenatore dei Lakers nel frattempo fa la conta dei minuti e della gestione del possibile rientro di James: “Dovremo imparare a non andare sotto quando tornerà sul parquet: non possiamo chiedergli sforzi eccessivi. Il fatto che il resto del gruppo si sia preso delle responsabilità ci aiuterà quando non ci sarà più margine d’errore”.

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