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NBA, Zion Williamson infortunato: i Pelicans accusano la lega e gli arbitri

INFORTUNIO

Zion Williamson ha subito la frattura dell’anulare della mano sinistra e la sua stagione potrebbe essere già finita, visto che non sono noti i tempi di recupero. Il capo della dirigenza di New Orleans ha accusato la lega per quanto accaduto: “Sarebbe stato evitabile se ci avessero ascoltato, gli arbitri hanno fatto in modo che si infortunasse non fischiando mai nulla”

La stagione dei New Orleans Pelicans è molto vicina alla sua conclusione, visto che si trovano a due gare e mezzo di distanza dal decimo posto con sole 5 partite da disputare. E con ogni probabilità dovranno farlo senza poter contare su Zion Williamson, che si è procurato la frattura del dito anulare della mano sinistra e rimarrà fuori a tempo indeterminato, in attesa di capire il percorso terapeutico migliore per risolvere il problema. Un infortunio alla mano con cui tira definito come "significativo" e che con ogni probabilità mette fine alla sua seconda stagione in NBA, nella quale si è guadagnato la prima convocazione per l’All-Star Game e si è segnalato come uno dei più entusiasmanti giovani giocatori della lega. Ma nonostante la notorietà, secondo i New Orleans Pelicans il modo in cui gli arbitri fischiano per lui è totalmente sbagliato — e il capo della dirigenza David Griffin non ha fatto niente per nascondere la sua frustrazione nei confronto degli arbitri e della lega.

Lo sfogo di Griffin: "Infortunio evitabile se ci avessero ascoltati"

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Sono arrabbiato perché era evitabile. Lo abbiamo detto alla NBA in ogni maniera possibile, mandando filmati e parlando con chiunque dai responsabili degli arbitri agli uffici della lega: se avessero continuato ad arbitrare in quel modo, Zion si sarebbe fatto male. E parlandoci chiaramente: si è infortunato perché era caccia aperta nei suoi confronti in area. È stato malmenato nel pitturato a tal punto che persino i giocatori avversari gli dicevano ‘Continuo a farlo perché tanto non lo fischiano’. È stata incoraggiata una violenza nei suoi confronti come non accadeva dai tempi di Shaquille O’Neal. Era sbagliato e orribile al tempo ed è sbagliato ancora oggi”. Griffin si è detto convinto che l’infortunio non sia dovuto a un singolo colpo, ma a una lunga serie di contatti fallosi: “Probabilmente lo ha subito nel corso del tempo. Ne ha subiti talmente tanti ripetutamente che nemmeno riesce a ricordarsi un momento preciso in cui si potrebbe essere fatto male”.

 

Prima delle partite di stanotte, Williamson era secondo in NBA per numero totale di tiri liberi tentati dietro Giannis Antetokounmpo e quarto dietro a Joel Embiid, Trae Young e lo stesso Antetokounmpo per liberi a partita, ma secondo Stan Van Gundy il numero non è sufficiente: “Prende un sacco di botte e io sto addosso agli arbitri ogni partita. La domanda che ricevo è: ‘Quanti tiri liberi ha tirato?”. E la mia risposta è sempre: ‘Non abbastanza’. Dovrebbe facilmente essere primo in NBA”.

Griffin ha voluto sottolineare anche il comportamento tenuto da Williamson, che in tutta la stagione non ha ricevuto neanche un fallo tecnico e “ha fatto tutto quello che gli è stato insegnato in termini di rispetto nei confronti degli arbitri. Ogni volta che ha parlato con gli arbitri, ha usato esattamente il linguaggio che gli è stato detto di usare dai capi degli arbitri. Il risultato è che, dopo aver già giocato su un infortunio alla mano destra, si è fatto male anche alla sinistra. Voleva così tanto essere in campo per i suoi compagni da giocare su un infortunio su cui nessun altro avrebbe giocato. Non doveva assolutamente succedere”.

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