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NBA, Anthony Davis si prende la responsabilità: "La sconfitta è colpa mia"

PAROLE
©Getty

In gara-1 contro i Phoenix Suns Anthony Davis ha realizzato una pessima prestazione, forse la sua peggiore da quando veste la maglia dei Lakers. Dopo la gara però non ha cercato scuse: "Impossibile vincere una partita senza il mio contributo, figuriamoci una serie. La colpa è mia, me ne prendo la responsabilità". E sui social spunta l’hastag #ADisney

Ogni sconfitta dei Los Angeles Lakers, specialmente ai playoff, viene sempre accompagnata da una reazione “come se stesse crollando il mondo”. Il ko in gara-1 contro i Phoenix Suns non compromette nulla sul lungo periodo — d’altronde anche lo scorso anno i gialloviola hanno cominciato perdendo la prima partita contro Portland e contro Houston, vincendo poi 4-1 —, ma di sicuro non è stata una prestazione incoraggiante per cominciare la difesa del titolo. A partire innanzitutto da Anthony Davis, apparso a tratti spento fisicamente e mentalmente, chiudendo con soli 13 punti e 7 rimbalzi tirando 5/16 dal campo con il peggior plus-minus di squadra (-18). “Non c’è alcuna possibilità di vincere una partita, figuriamoci una serie, se gioco in questa maniera” ha detto dopo la gara. “Perciò è colpa mia, me ne prendo la piena responsabilità”. Davis ha spiegato cosa è cambiato rispetto al solito: “Normalmente comincio la partita in maniera dominante, ma stasera eravamo in ritmo a inizio gara e mio sono un po’ perso nell’attacco perdendo ritmo. Ma devo essere io a trovare modi di essere efficace in attacco”.

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Davis prima dell’inizio dei playoff aveva sottolineato come non avesse più nulla da dimostrare, ma già in gara-2 ci si attende una risposta da parte sua — e se l’aspetta lui stesso. “Non sono troppo preoccupato della mia mia prestazione, so che sarò migliore di così. So che noi tutti saremo migliori in gara-2”. Già, perché non è che il resto dei Lakers — tolto il buon inizio — abbia brillato, con la squadra che ha tirato solo col 27% da tre punti e sbagliato ben 11 tiri liberi sui 28 tentati. “Non è mai colpa di un solo giocatore” ha detto LeBron James dopo la partita. “Ma amo quando AD si mette pressione da solo: siamo una squadra migliore quando è aggressivo e chiede la palla. Ogni volta risponde sempre presente. E quando AD è AD, noi saremo i Lakers”. Lo scorso anno, secondo le statistiche raccolte da ESPN, ogni volta che ha tirato sotto il 50% dal campo ha risposto segnando 31.7 punti di media con il 57%, portando i Lakers a due vittorie e una sconfitta.

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La prestazione scialba di Davis arriva dopo una partita di due settimane fa in cui aveva chiuso con 42 punti e 12 rimbalzi contro i Suns, apparendo ingiocabile per la difesa di Phoenix. Ieri invece Deandre Ayton ha nettamente vinto il duello con AD chiudendo con 21 punti, 16 rimbalzi e 10/11 al tiro, difendendo alla grande contro di lui. “Phoenix è stata molto più attenta per via di quella partita” ha detto coach Frank Vogel. “Bisogna dare loro merito, hanno fatto un grande lavoro a limitare i suoi tocchi e a raddoppiarlo continuamente, rendendogli la vita difficile. Ma ci sono modi in cui possiamo essere migliori nel servirlo”. Sarà meglio che accada già nella notte tra martedì e mercoledì, anche perché sui social è già andato tra i trending topic l’hashtag #ADisney, storpiando il soprannome di Davis per sottolineare come, fuori dalla bolla di Disney World a Orlando, le sue prestazioni siano nettamente peggiori. Ovviamente non è così, ma già in gara-2 ci si aspetta tutt’altro Anthony Davis.

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