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NBA, fallo (con rissa) di Chris Paul su LeBron James: i Lakers attaccano e lui risponde

LE PAROLE

Il colpo a rimbalzo d’attacco di CP3 all’amico LeBron ha scatenato prima la rissa in campo e poi le bordate ai microfoni in conferenza stampa: “Un fallo pericoloso, una giocata sporca”, ma il n°3 dei Suns ha scelto di non replicare e di pensare soltanto al campo: “Ai playoff funziona così: sale l’intensità, ma l’importante è aver vinto. Il resto non conta”

Partiamo dalla fine, dal post-partita e dalle accuse (tutt’altro che velate) di coach Frank Vogel rivolte a Chris Paul: “Una giocata sporca, non corretta”, l’ha definita l’allenatore dei Lakers, riguardando il colpo d’anca con cui il veterano dei Suns ha fatto perdere l’equilibrio a LeBron James - a caccia di un rimbalzo in attacco dopo il suo stesso errore dalla lunetta. Un modo per alzare il tono in un match già molto teso: “Non so niente a riguardo e non mi interessa”, ha replicato CP3. “Non ho nulla da aggiungere: giochiamo a pallacanestro e tutti abbiamo voglia di competere ad alto livello. Sono felice e grato della vittoria conquistata, penso a gara-2 e non alle polemiche”. I Lakers infatti non hanno perso tempo nel puntare il dito contro di lui, reo di aver messo in atto un taglia-fuori fin troppo aggressivo, ritenuto “un colpo pericoloso mentre LeBron era in aria a caccia del pallone”. Discorsi venuti fuori in conferenza stampa, ma non sul parquet: Chris Paul infatti ha spiegato che nessuno dei giocatori dei Lakers a fine partita è andato a lamentarsi con lui. Una caccia alle streghe più a parole che nei fatti.

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Ma cosa è successo? Dopo l’errore dalla lunetta di LeBron James, il pallone è schizzato verso le mani del n°23 dei Lakers - sbilanciato in aria d’astuzia dal colpo di CP3. L’All-Star dei campioni NBA in carica frana a terra, mentre Alex Caruso si lancia sul pallone, lo prende, rotola sul parquet anche lui. Da un parte quindi James non fa nulla per non mettere in mostra il contatto, lamentando dolori e fastidi vari, mentre poco più in là compagni e avversari iniziano a spintonarsi e non tirarsi indietro. Caruso, Harrell, Payne (poi unico espulso) si colpiscono in vario modo, mentre Chris Paul si assicura che dl fatto che LeBron stia bene e non si preoccupa del resto. Un atteggiamento che non è passato inosservato anche agli occhi di Anthony Davis: “Tutte le volte che subisci un colpo alle gambe, è sempre considerata una situazione pericolosa: è esattamente quello che un giocatore non vuole incassare. Non vuoi farti male con giocate del genere. Tutto il resto invece è inevitabile: c’è tensione, energia, nessuno vuole tirarsi indietro. Sono i playoff, adesso non si scherza più”. Il giusto modo insomma per lanciare una serie e uno testa a testa ancora tutto da godere in campo e fuori nei prossimi giorni.

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