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NBA, Luka Doncic lontano dai Mavs? Un articolo spaventa Dallas, ma Cuban smentisce tutto

IL CASO
©Getty

Un lungo articolo di The Athletic ha portato sotto i riflettori la figura di Haralabos Voulgaris, ex scommettitore professionista assunto dal 2018 dai Dallas Mavericks e — secondo quanto scritto — particolarmente inviso a Luka Doncic e altri membri dell'organizzazione. Voulgaris è però stato scelto direttamente dal proprietario Mark Cuban, che si è affrettato a definire l’articolo come "Tutte str…." su Twitter

Nel grande schema delle cose, a Dallas va tutto bene: la squadra è reduce da una serie competitiva contro gli L.A. Clippers persa solamente in gara-7 e Luka Doncic ha confermato di essere un talento generazionale. Lo sloveno poi ha risposto con un sorriso quando gli è stato chiesto se intende firmare l’estensione da 200 milioni di dollari in cinque anni che i Mavericks gli offriranno (“Penso che sapete da soli la risposta” ha detto), perciò non c’è l’immediato pericolo che Doncic se ne vada da nessuna parte. Questo però non significa che non ci siano dei problemi all’interno dell’organizzazione e in particolare un articolo di The Athletic ha fatto luce sulla particolare situazione legata a Haralabos Voulgaris, ex scommettitore professionista assunto nel 2018 da Mark Cuban con il ruolo di “director of quantitative research and development” per dare il suo supporto analitico tanto alla dirigenza quanto al coaching staff. Secondo quanto scritto nell’articolo, però, la voce di Voulgaris è diventata velocemente “la più ascoltata all’interno dei Mavericks”, guadagnando sempre maggiore peso sia nei confronti del GM Donnie Nelson (nominalmente ancora il responsabile della dirigenza, ma in molti credono che a decidere trade e firme sia in realtà Voulgaris tanto da dire che “ci sono due general manager”) che soprattutto di coach Rick Carlisle (che avrebbe ascoltato e accolto le sue proposte su rotazioni e schemi da utilizzare fatte dall’ex scommettitore). Peccato però che Voulgaris sia mal sopportato sia da alcuni membri dell’organizzazione — probabilmente gli stessi che hanno dato tutte le informazioni per l’articolo a The Athletic — quando soprattutto dai giocatori, con Luka Doncic in testa.

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Il pezzo si apre proprio con un diverbio particolarmente acceso tra il consulente e il numero 77 sloveno, che avrebbe risposto “Non dirmi di darmi una ca… di calmata” dopo che Voulgaris gli aveva suggerito di rallentare dopo una banale palla persa contro Golden State a febbraio. E al di là di questo episodio, il rapporto tra i due (ma anche di Doncic con altri membri non meglio precisati della franchigia) sarebbe talmente compromesso da portare molti a pensare che il futuro a lungo termine dello sloveno possa anche essere lontano da Dallas, specie se certe dinamiche non verranno risolte. Su questo bisogna però sottolineare come Doncic sia di gran lunga la figura più importante nella franchigia texana e che chiunque voglia/possa mettersi contro di lui verrà probabilmente messo alla porta: il contratto di Voulgaris, ad esempio, dovrebbe essere in scadenza e — alla luce di questo articolo e dell’antipatia di Doncic — potrebbe non essere rinnovato, risolvendo sul nascere una situazione teoricamente esplosiva.

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Le risposte dei protagonisti dell’articolo non hanno tardato ad arrivare. Mark Cuban in particolare nel pezzo dice che “apprezzo quello che Bob ci dà, fa un grande lavoro nel supportare Rick e la dirigenza con una visione di analisi dei dati unica. Bob ha grande conoscenza delle intelligenze artificiali e delle opportunità che possono crearsi per avere un vantaggio, il che è importante per me. Ma non è più influente rispetto a nessun altra fonte di dati all’interno della squadra”. Dopo la pubblicazione del pezzo, invece, la sua opinione è stata decisamente più lapidaria: “Tutte stron…” ha scritto su Twitter riprendendo direttamente il tweet di uno dei due autori del pezzo, Tim Cato (che segue quotidianamente i Mavs). E anche parlando con Sports Illustrated, Cuban ha ribadito di “tenere molto a quello che dice Luka, così come di tutti gli altri membri della squadra”, che l’idea che chiunque possa imporre le rotazioni a Carlisle sia “insultante” e che la possibilità di un “GM ombra” sia “risibile”. Una smentita in piena regola, ma considerando il precedente pesante all’interno dell’organizzazione — con i casi di molestie sessuali nella parte amministrativa della franchigia — a Cuban non si può più concedere il beneficio del dubbio che qualcosa non stia accadendo proprio sotto il suo naso.

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