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NBA, a downtown L.A. c'è un enorme murales che celebra Kareem Abdul-Jabbar

NBA

Installato sulla facciata del celebre Hotel Figueroa, non lontano dallo Staples Center, vuole celebrare la figura dell'ex capitano dei Los Angeles Lakers, il cui impatto è stato fondamentale tanto in campo (per la storia della NBA) che fuori, per le innumerevoli battaglie sociali da lui portate avanti. E che Jabbar non ha ancora finito di combattere: "L'unica cosa ritirata è la mia maglia", si legge

Sono in cinque finalisti (Carmelo Anthony dei Portland Trail Blazers, Harrison Barnes dei Sacramento Kings, Tobias Harris dei Philadelphia 76ers, Jrue Holiday dei Milwaukee Bucks e Juan Toscano-Anderson dei Golden State Warriors), uno solo sarà insignito del Kareem Abdul-Jabbar Social Justice Champion award, il nuovo premio istituito dalla NBA ispirato dalle battaglie sostenute lungo tutta la sua vita dalla leggenda n°33 dei Los Angeles Lakers. Un premio che è stato pensato per onorare quei giocatori si sono battuti per una maggior giustizia sociale, portando avanti quella missione sostenuta, in passato come ancora oggi, così fortemente proprio da Jabbar. 

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E a onorare la figura del miglior marcatore della storia NBA ci ha pensato anche la città di Los Angeles, che ha scelto uno degli angoli più iconici della propria downtown - la facciata del celebre Hotel Figueroa, non lontano dallo Staples Center, casa dei Lakers - per esibire un enorme murales che racconta proprio l'impegno e l'attivismo di Jabbar. "Sei anelli di campione, il record di punti NBA, quello per numero di MVP e la scelta di vietare le mie schiacciate [decisione presa dalla NCAA per evitare lo strapotere dell'allora Lew Alcindor a UCLA, ndr]". Ma i successi di Jabbar non solo solo sportivi: "Per 5 volte sono stato votato opinionista dell'anno, il premio dedicato alla giustizia sociale voluto dalla NBA porta il mio nome e vanto anche la Presidential Medal of Freedom [ricevuta da Barack Obama nel 2018, ndr]". Così - con un colore diverso, in giallo - il messaggio riportato dal murales si chiude in maniera molto significativa: "L'unica cosa ritirata è la mia maglia", facendo riferimento al n°33 esposto all'interno dello Staples, e suggerendo che invece la voglia di combattere del grande condottiero dei Lakers anni '80 è più viva che mai. Anche a 74 anni. 

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