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NBA, Jrue Holiday incassa 1 milione di bonus: i Bucks pagheranno la tassa di lusso

conti in tasca
©Getty

La vittoria del titolo NBA garantisce all’ex Pelicans un bonus da un milione di dollari: cifra che porta il salary cap dei Bucks al di sopra del limite fissato oltre il quale pagare la tassa di lusso. Un sacrificio economico che potrebbe avere ripercussioni sui conti di Milwaukee nei prossimi anni, ma che in Wisconsin faranno con estremo piacere dopo un trionfo storico

I proprietari NBA spesso ripetono come un mantra la frase: “Sono disposto a pagare la tassa di lusso, ma soltanto per una squadra in grado di vincere il titolo”. Nessuno però aveva constatato la diretta applicazione di questa regola come accaduto alla dirigenza dei Milwaukee Bucks che, superati i Phoenix Suns in gara-6, hanno iniziato a fare i conti. Il contratto di Jrue Holiday infatti prevede un bonus da un milione di dollari in caso di vittoria del titolo NBA: scattato quell’incentivo, a Milwaukee, dopo aver iniziato la stagione al di sotto del limite della luxury tax, si sono ritrovati a essere al di sopra - al termine di operazioni di mercato aggressive, portate avanti per convincere Giannis Antetokounmpo della bontà del progetto Bucks. In realtà in Wisconsin si sono adoperati in diverse occasioni per sistemare i conti ed evitare di pagare più del dovuto: l’ultima volta che a Milwaukee si è speso più del previsto era la stagione 2002-03, ma quest’anno è stato davvero impossibile evitarlo.

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L’operazione PJ Tucker ad esempio, oltre ad aver portato all’interno del roster un giocatore fondamentale nella cavalcata playoff dei Bucks, grazie all’aggiunta di Rodions Kurucs - poi tagliato - ha permesso a Milwaukee di liberarsi dei contratti di DJ Augustin e di quello di DJ Wilson. Risultato netto: 1.5 milioni di dollari di stipendi in meno da dover conteggiare. Discorso simile per Torrey Craig, spedito a Phoenix e mossa che poteva rivelarsi controproducente proprio alle Finals: la riserva dei Suns ha dato una mano ai suoi nuovi compagni, ma il sacrificio di Milwaukee ha permesso alla franchigia del Wisconsin di evitare di pagare la parte restante del suo salario. Manovre che hanno permesso a Milwaukee di restare al di sotto della tassa di lusso di circa 1.25 milioni di dollari, investita in parte nell’aggiunta di Jeff Teague alla squadra.

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Il giocatore che ha fatto saltare il banco però è Jrue Holiday, andato - per fortuna dei Bucks - ben oltre le aspettative con le sue prestazioni: l’ex Pelicans ha incassato 100.000 dollari di bonus dopo essere stato nominato nel primo quintetto All-Defense NBA, oltre ad averne guadagnati altri 200.000 grazie al raggiungimento delle Finals. Poi, il colpo di grazia per i conti dei Bucks, con il bonus da un milione a seguito della vittoria del titolo: un sacrificio economico fatto con estremo piacere da una squadra tornata al vertice del basket NBA a 50 anni di distanza dall’ultima volta. Una spesa accessoria che verrà facilmente ripagata dagli incassi legati a un successo che avrà ripercussioni positive nei mesi a venire. Il problema a livello salariale scatta quando una squadra resta in zona luxury tax per almeno tre stagioni in un lasso di quattro anni: ipotesi che Milwaukee difficilmente riuscirà a scongiurare, visti i lunghi e pesanti contratti di Antetokounmpo, Middleton e Holiday, a cui si aggiungeranno i rinnovi per Tucker e Portis. Evitare di superare il limite della luxury tax quest’anno avrebbe fatto comodo, ma a Milwaukee hanno un Larry O’Brien Trophy in bacheca in più da esporre e con il quale consolarsi.

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