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Mercato NBA, Russell Westbrook ai Lakers: il futuro dei gialloviola e degli Wizards

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L’All-Star degli Wizards va ad aggiungersi a LeBron James e Anthony Davis in una squadra che adesso ha bisogno di tiratori e di allungare la rotazione sotto canestro: i Lakers riusciranno a trovare la quadra? Mentre a Washington si domanda se questa sia la strada giusta per convincere Bradley Beal a restare

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Uno scambio che ha colto molti - ma non tutti - di sorpresa, con gli ex campioni NBA in carica che hanno voluto subito dare una svolta al loro roster, con qualche giorno d’anticipo rispetto al via della free agency e aggiungendo un altro grandissimo All-Star al proprio roster. LeBron James e Anthony Davis avranno così al loro fianco anche Russell Westbrook, catalizzatore di attenzioni, palloni e possessi come pochissimi altri nella lega: un giocatore per il quale i gialloviola hanno deciso di sacrificare Montrezl Harrell, Kyle Kuzma, Kentavious Caldwell-Pope e la scelta n°22 al Draft 2021 (poi scambiata da Washington con Indiana). Il primo dato che balza agli occhi è che Westbrook, dopo 11 anni trascorsi a Oklahoma City, è alla quarta squadra diversa in quattro anni dopo i passaggi a Houston e Washington. I Lakers riusciranno a essere il definitivo punto di approdo di un giocatore che sogna di raggiungere un ultimo obiettivo nella fase finale della sua carriera - la conquista del titolo NBA?

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Dopo che le esperienze di Westbrook ai Rockets e agli Wizards si sono concluse con largo anticipo rispetto alle previsioni - non per demeriti soltanto personali, ma certamente perché le cose con lui sul parquet non hanno funzionato come sperato - diventa complicato immaginare che l’ex giocatore di OKC in casa Lakers pretenda di ricoprire lo stesso ruolo avuto finora. La presenza di James e Davis al suo fianco dovrebbe in parte contenerne l’ego e l’impatto sulla gestione dei possessi, alternando il più possibile la sua presenza sul parquet con quella degli altri All-Star. L’atleta visto sul parquet dopo l’All-Star Break - scatenato a livello di triple doppie e in grado di trascinare Washington - è incoraggiante, ma la dimensione interna che aggiunge al gioco dei Lakers non va nella direzione che i gialloviola dovrebbero perseguire: ossia quella di liberare l’area e cercare tiro perimetrale. La squadra di Los Angeles adesso invece non dispone neanche di un tiratore puro - i due più prolifici della scorsa stagione, Kuzma (137 triple) e Caldwell-Pope (120) - sono stati coinvolti nella trade con Washington e quello più produttivo rimasto in squadra è… LeBron James, che resta l’unico con più di 100 canestri da lontano. Difficile però immaginare il nuovo n°6 dei Lakers giocare sugli scarichi.

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Come muoversi adesso per ritagliare ulteriore spazio salariale e allungare la rotazione? La chiave potrebbe essere il contratto di Dennis Schröder da firmare con una sign-and-trade, da girare poi a qualche squadra interessata per ottenere in cambio tiratori. Senza questo, l’accordo più ricco che i Lakers possono pensare di firmare è da 5.9 milioni di dollari - la midlevel exception come unica strada per evitare i soliti contratti da veterani al minimo salariale. Soltanto con quelli i gialloviola hanno capito di non poter arrivare fino in fondo. Se dovesse funzionare un eventuale scambio con Schröder invece, l’accordo da quasi 6 milioni di dollari all’anno verrebbe utilizzato per allungare la rotazione sotto canestro: al momento in squadra c’è solo Marc Gasol a riempire il reparto lunghi al fianco di Anthony Davis. Al netto di tutto questo, toccherà poi integrare Westbrook in una rotazione non semplice da disegnare - giocatore da tripla doppia, ma da 33% al tiro dal campo negli ultimi playoff disputati. In molti si chiedono: se si fosse potuta mettere in piedi una trade con Sacramento per Buddy Hield, non sarebbe stato meglio seguire quella strada?

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In casa Wizards invece le domande e le perplessità riguardano tutte lo stesso giocatore: Bradley Beal. Liberarsi di Westbrook - raccogliendo una scelta poi ceduta e tre potenziali giocatori di rotazione - è un primo passo, ma soltanto nei prossimi giorni la squadra capitolina renderà ancora più chiare le proprie intenzioni. Beal infatti non ha nascosto la sua insofferenza, calato in un contesto che fatica a costruire attorno al suo talento una squadra quantomeno competitiva a Est. L’esperimento Westbrook è fallito e adesso, a fronte di offerte di mercato non soddisfacenti, gli Wizards non vogliono essere ostaggio delle richieste di un All-Star che diventa sempre più ingombrante con il passare dei giorni. Al suo fianco, al momento, spazio a Raul Neto e Ish Smith nel ruolo di playmaker: uno scenario poco attraente e di scarsa prospettiva. Anche il ritorno dall’infortunio sotto canestro di Thomas Bryant scalda il giusto il cuore di un talento che vuole iniziare a vincere. La consolazione per Washington, dopo uno scambio del genere, è una sola: trovare una trade vantaggiosa per Beal - rilanciando le ambizioni degli Wizards e ripartendo da zero - sarà eventualmente molto più semplice. Vedremo nei prossimi giorni se questa sarà la strada che decideranno di seguire.

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