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Mercato NBA, Tyrese Maxey da record: le sue prestazioni più precoci di Allen Iverson

il personaggio
©Getty

La scelta al primo giro al Draft dell’anno scorso da parte dei Sixers si sta rivelando più azzeccata del previsto: complice l’assenza di Ben Simmons, sono aumentate - e di molto - le responsabilità affidate a Tyrese Maxey; leader e guida della squadra allenata da Doc Rivers, piena di assenze e in una situazione non semplice a livello di rotazioni. La certezza è che a 21 anni nessuno aveva messo a referto a Philadelphia prestazioni del genere: neanche Allen Iverson...

Scelto fuori dalla lottery, sul finire del primo giro e sbarcato a Philadelphia nel momento migliore: Tyrese Maxey è stata una chiamata azzeccata da parte dei Sixers al Draft 2020, mettendo le mani su uno dei prospetti più intriganti della passata selezione - rapido e letale come pochi altri, talento su cui gli scout avevano manifestato delle remore a causa della sua relativa tenuta fisica. Troppo piccolo per tenere il campo? Riuscirà a mettere massa? Problemi che Maxey è riuscito a lasciarsi alle spalle in pochi mesi nella passata regular season, approfittando poi al meglio del “vuoto di potere” in casa Sixers: senza Ben Simmons, a chi affidare la guida del quintetto di Philadelphia? La risposta non è arrivata dal mercato, ma dalla panchina a disposizione di Doc Rivers: ci pensa Maxey, diventato nelle ultime due gare il più giovane della storia Sixers a segnare almeno 30 punti in due partite consecutive. Poco importa se sono coincise con due sconfitte, il senso è che il n°0 della squadra della Pennsylvania ha fatto di tutto per farsi trovare pronto.

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Lo scorso 4 novembre Maxey ha compiuto 21 anni - battendo dunque sul tempo anche Allen Iverson - provando a far finire più rapidamente possibile nel dimenticatoio la questione Simmons. Con i suoi 16 punti e cinque assist di media, l’ex giocatore di Kentucky (sapientemente edotto da coach Calipari), sta facendo capire a molti che la chiamata n°21 al Draft gli sta stretta: la certezza è che, fino a quando Philadelphia non avrà trovato il modo di risolvere il lungo scontro con l’All-Star australiano, la squadra è in buone mani.

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