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Mercato NBA, Los Angeles Lakers: l'offerta (rifiutata da Detroit) per Jerami Grant

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©Getty

Talen Horton-Tucker, Kendrick Nunn e la scelta al primo giro al Draft 2027: questa la proposta fatta dai Lakers per arrivare a Jerami Grant  - talento che i Pistons sono disposti a sacrificare in cambio di giocatori e di prospetti utili al rebuilding di Detroit. Stando a quanto raccontato da Marc Stein, l'offerta messa sul piatto dalla squadra di Los Angeles non è stata accettata

Servono rinforzi: ormai è chiaro a tutti e non soltanto a LeBron James, che nelle ultime settimane sta facendo gli straordinari per tenere in linea di galleggiamento i Lakers - senza l’infortunato Anthony Davis e costretti a barcamenarsi con un Russell Westbrook che continua a commettere errori, ad accumulare palle perse e passaggi a vuoto. La squadra di Los Angeles per questo si è messa a lavoro per cercare di portare in gialloviola qualche talento di livello assoluto: il nome su cui ci si è soffermati ormai da diversi è quello di Jerami Grant - che ha giocato a livello da All-Star nella passata stagione con i Pistons e alle prese con un infortunio in questa regular season che ne ha limitato l’impatto a sole 24 partite (in cui ha raccolto comunque oltre 20 punti con 5 rimbalzi scarsi di media). Un giocatore completo e d’impatto anche in difesa - caratteristica fondamentale per i Lakers che al momento fanno una fatica bestiale a contenere gli attacchi avversari.

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L'unico modo per i Lakers di cedere Westbrook

La squadra di Los Angeles, pur di arrivare a lui, ha deciso di mettere sul piatto anche l’asset più importante a disposizione dei gialloviola: la prima scelta al Draft del 2027 - una chiamata ad oggi impronosticabile per posizione, ma che potrebbe davvero fare comodo ai Pistons. Assieme a quella i Lakers sono disposti a cedere anche Talen Horton-Tucker e Kendrick Nunn - in un gruppo di veterani, i due giocatori più futuribili che i gialloviola possono inserire in una trade. Troppo poco al momento secondo le richieste dei Pistons, con i Lakers che però hanno grosse difficoltà ad aggiungere altro di interessante: con un salary cap così bloccato da contratti pesanti e una rotazione ridotta ai minimi termini, è complicato immaginare di aggiungere altri giocatori di livello alla trattativa per convincere Detroit ad accettare.