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NBA, Amar'e Stoudemire lascia i Nets e attacca sia Irving che Harden

PAROLE
©Getty

Amar’e Stoudemire è stato assistente sulla panchina dei Brooklyn Nets nelle ultime stagioni, un ruolo che lascerà nel corso dell’estate. L’ex lungo compagno di Steve Nash, intervenuto su ESPN, non ha mancato di criticare sia Kyrie Irving che James Harden per il loro mancato impegno: "Kyrie deve dedicarsi alla pallacanestro, Harden non merita il massimo salariale"

Pur avendo vinto il premio di MVP delle finali del campionato israeliano non più tardi del luglio del 2020, nelle ultime due stagioni Amar’e Stoudemire ha deciso di intraprendere la carriera da allenatore, prendendo un posto come assistente allo sviluppo dei giocatori sulla panchina dei Brooklyn Nets del suo amico ed ex compagno di squadra Steve Nash. Un ruolo che però Stoudemire non ricoprirà il prossimo anno, come ha annunciato in un intervento in un programma su ESPN. Durante il quale, peraltro, l’ex All-Star non ha mancato di parlare a lungo soprattutto di Kyrie Irving. E le sue parole non sono state leggere. "Certo che [la sua decisione di non vaccinarsi] ci ha fatto male. Perché non abbiamo avuto la continuità necessaria per costruire una chimica di squadra. Ogni volta avevamo quintetti differenti in base al calendario: ha reso la vita difficile a noi allenatori per capire chi poteva giocare e chi no". Sempre su Irving ha poi aggiunto: "Deve decidersi se vuole impegnarsi davvero nel gioco della pallacanestro, perché sarebbe dovuto essere nella lista dei primi 75 di tutti i tempi. Adesso però deve decidere se vuole utilizzare l’esclusione come motivazione per dimostrare a tutti di essere uno dei migliori e farlo lungo tutta la stagione".

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Secondo Stoudemire poi c’è anche una questione contrattuale da risolvere, visto che Irving può diventare free agent a luglio: “Bisogna negoziare la sua presenza nel contratto, mettere per iscritto che se non gioca e non si rende disponibile, allora ci sono delle conseguenze”. Anche Sean Marks nella sua intervista di fine stagione ha ribadito in più di un’occasione che “Cerchiamo giocatori che vogliano essere parte di qualcosa più grande di loro, che siano altruisti, che giochino di squadra e che siano a disposizione. E questo vale per tutti, non solo per Kyrie”. Un concetto ribadito in più occasioni e che potrebbe portare a delle scelte in estate: “Anche Kyrie deve prendere delle decisioni quest’estate sulla sua player option e il resto. Qui c’è un obiettivo chiaro e delle responsabilità: per riuscire a raggiungere quell’obiettivo, abbiamo bisogno della disponibilità di tutti”.

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Una disponibilità che James Harden ha invece preferito portare a Philadelphia, forzando una trade a metà stagione che ha cambiato per l’ennesima volta la stagione dei Nets. Secondo Stoudemire, però, la patata bollente è ora nelle mani dei Philadelphia 76ers: “Se fossi il proprietario dei Sixers, non mi impegnerei con un contratto al massimo salariale con Harden. Semplicemente non vedo la dedizione di cui avrei bisogno da parte di uno dei primi 75 di sempre. Bisogna avere un certo livello di determinazione e concentrazione per essere il miglior giocatore possibile, per esserci per i compagni quando più ne hanno bisogno. Se non ne è capace, allora non sarei disposto a dargli un contratto di quel tipo fino a quando non mi dimostrerà di essere in grado di gestire la situazione”.