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NBA, Ivey si scaglia contro la comunità LGBTQ e Chicago lo taglia poche ore dopo

NBA

Arrivato a Chicago da Detroit lo scorso febbraio, Jaden Ivey aveva già chiuso la sua stagione a causa di un problema al ginocchio sinistro. Il giocatore, nel frattempo, ha criticato l’impegno della NBA nella promozione dei diritti della comunità LGBTQ durante un livestream su Instagram e poche ore dopo i Bulls ne hanno annunciato il taglio per condotta nociva nei confronti della squadra. Ivey ha quindi replicato accusando la franchigia di mentire e ribadito le sue convinzioni

La parola fine alla sua stagione era arrivata qualche giorno prima a causa del problema al ginocchio sinistro che di fatto gli impediva di tornare in campo in questa regular season, ma nella giornata di ieri per Jaden Ivey è arrivato uno stop assai più pesante. Il giocatore, impegnato nel processo di recupero dall’infortunio che lo sta limitando ormai da quasi due anni, nelle ultime settimane si era lanciato già un paio di volte in lunghi livestream sul suo profilo Instagram, che vanta più di 200.000 followers, quasi interamente dedicati a riflessioni a metà tra religione e attualità. Nel terzo livestream, arrivato ieri nella mattinata americana, Ivey ha però deciso di attaccare direttamente la NBA per il suo aperto sostegno alla comunità LGTBQ. “Il mondo intero può dichiararsi LGBTQ, giusto? Possono dichiarare il mese del Pride” ha dichiarato Ivey durante la diretta social, “e la NBA lo fa, mettendolo bene in mostra e dicendo: unitevi a noi nel celebrare il mese del Pride e la ingiustizia e la malvagità”. Poche ore dopo il live, i Bullshanno comunicato il taglio del giocatore per condotta nociva nei confronti della squadra.

La decisione dei Bulls e la reazione di Ivey

A parlare in casa Bulls alla vigilia della gara poi persa sul campo di San Antonio è stato coach Billy Donovan, che a proposito della decisione di tagliare Ivey ha ricordato come ci siano “uno standard di comportamento che ci si aspetta da chi fa parte di questa squadra” e ribadendo che “avendo in squadra giocatori e più in generale persone che lavorano con noi e che arrivano da percorsi diversi, ci deve essere il massimo rispetto per tutti”. La reazione di Ivey non si è fatta attendere e l’ex Pistons non è sembrato voler ritornare sui suoi passi, anzi. “Sono un branco di bugiardi: dicono che sono un pazzo, vero?” ha dichiarato Ivey, per poi aggiungere: “Sono stato un ottimo compagno di squadra e mi hanno tagliato solo perché predico la parola di Gesù Cristo”. Scelto da Detroit con la 5^ chiamata al Draft del 2022 e, anche a causa dei continui problemi fisici, fin qui Ivey non è stato in grado di soddisfare le notevoli aspettative che ne avevano accompagnato lo sbarco in NBA e ora, dopo il caso generato dalle sue uscite recenti, è atteso da un’estate da free agent che si preannuncia quantomeno complicata

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