Fin qui ha guidato i Knicks alle due vittorie in trasferta, segnando i canestri che hanno deciso le prime due partite delle Finals, e Jalen Brunson sembra voler affrontare gara-3 con il massimo della concentrazione. Un atteggiamento che la stella dei Knicks dice essere il frutto del modo in cui è stato cresciuto dai suoi genitori, ma anche dall’esempio di Kobe Bryant, che continua a essere fonte d’ispirazione
Jalen Brunson si presenta alla conferenza stampa della vigilia di gara-3 con la faccia di chi non ha alcuna intenzione di lasciarsi andare all’ottimismo che circonda i Knicks dopo le due vittorie ottenute a San Antonio e di chi sa che c’è ancora molto da fare per arrivare al traguardo stabilito. Un atteggiamento che per molti versi ricorda quello di Kobe Bryant, in particolare alla famosa citazione della stella dei Lakers, incapace di sorridere dopo il 2-0 sui Magic alle Finals del 2009. E se Brunson non parla di lavoro ancora da portare a termine come fece Bryant in conferenza stampa dopo gara-2 contro Orlando, la mentalità che accomuna la stella dei Knicks alla leggenda gialloviola emerge comunque nelle parole di quello che, nel caso in cui New York dovesse riuscire a riportare il titolo in città dopo 53 anni, sarebbe probabilmente l’MVP delle Finals 2026.
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“Il modo in cui mi comporto credo sia prima di tutto frutto del modo in cui mi hanno cresciuto i miei genitori” risponde Brunson quando gli viene chiesto se in questi giorni ha guardato qualche filmato di Bryant per ispirarsi. La stella dei Knicks ammette di non aver guardato alcun filmato del passato durante le Finals, ma ammette che esiste una connessione con la leggenda dei Lakers: “Di certo la Mamba Mentality e la filosofia che la caratterizza mi aiutano a restare nel momento durante le partite e a fare ciò che è necessario, così come a lavorare per farmi sempre trovare pronto sia dal punto di vista fisico che mentale”. Una connessione, quella tra Brunson e Bryant, confermata da altre due risposte date in conferenza stampa. Quando gli chiedono se si stia godendo l’atmosfera che caratterizza New York in questi giorni, la risposta è secca: “No, e non lo farò fino a quando non sarà finita la serie”. Mentre quando gli chiedono cosa sia sfuggito agli osservatori delle squadre NBA al Draft del 2018, quando Brunsonfu scelto al secondo giro, risponde con una sola parola: “Tutto”.