NBA, la lega indaga sull’accordo tra Gary Trent Jr e i Milwaukee Bucks

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La NBA ha aperto un’indagine sull’accordo tra Gary Trent Jr e i Milwaukee Bucks per un possibile aggiramento delle regole del salary cap. Il veterano ha firmato un quadriennale da 64 milioni di dollari dopo che nelle ultime due stagioni aveva sempre preso il minimo salariale, un aumento sensibile del suo contratto dopo la peggior annata della sua carriera

Sin da subito l’accordo firmato da Gary Trent Jr con i Milwaukee Bucks era sembrato strano un po’ a tutti, e anche la NBA vuole vederci più chiaro. All’indomani dell’ufficialità della firma del veterano 27enne con la franchigia del Wisconsin, la lega ha reso noto di aver aperto un’indagine sull’accordo per un possibile aggiramento delle regole del salary cap. Trent è reduce dalla peggior stagione della sua carriera (8.1 punti col 38.7% al tiro: solo nell’anno da rookie ha fatto peggio) e per due estati consecutive in cui ha firmato al minimo salariale coi Bucks, ma negli scorsi giorni ha trovato l’accordo per un quadriennale da 64 milioni di dollari che a tutti è sembrato ingiustificabile se valutato solo con criteri cestistici. Anche senza entrare nel merito dell’ultima annata di Trent Jr. (che ai tempi di Toronto ha avuto anche una stagione da oltre 17 punti di media), nel backcourt dei Bucks ci sono già Ryan Rollins, Kevin Porter Jr. e AJ Green a cui si aggiungono Tyler Herro, Kasparas Jakucionis e Caris LeVert arrivati dal mercato e la scelta numero 10 al Draft in Brayden Burries.

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Il sospetto un po’ di tutti è che Trent sia stato ricompensato per aver firmato al minimo negli ultimi due anni, aspettando di aver maturato i Bird Rights con i Bucks per poi firmare un contratto in grado di fargli recuperare tutti i soldi "persi" nelle ultime stagioni. Un accordo del genere è però assolutamente vietato dal contratto collettivo: all’articolo XIII, sezione 2.a.i si legge che "in nessun momento ci possono essere accordi o transazioni di alcun tipo […] tra un giocatore e qualsiasi squadra riguardante qualsiasi futura rinegoziazione, estensione o altra modifica di un contratto giocatore esistente o firma di un nuovo contratto con il giocatore". In altri termini: non si può firmare un contratto al ribasso (o al rialzo) con una strizzatina d’occhio per quello successivo.

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Il precedente storico: il contratto di Joe Smith

C’è un precedente celebre che potrebbe fungere da esempio per quanto potrebbe succedere con Trent. Nel 2000 Joe Smith e i Minnesota Timberwolves misero per iscritto un accordo che prometteva al giocatore un’estensione di contratto da 86 milioni di dollari in 7 anni a partire dalla stagione 2001-02, dopo che Smith aveva giocato per tre anni con i Timberwolves al minimo salariale. Un accordo trovato dalla NBA che ha portato all’annullamento del contratto tra le parti e a una punizione severa: 5 prime scelte al Draft tolte a Minnesota e una multa record da 3.5 milioni di dollari. In molti, un po' malignamente, hanno però sottolineato come la punizione peggiore per i Bucks potrebbe essere proprio quella di fargli tenere un contratto lunghissimo e remunerativo come quello di Trent Jr.

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