I Milwaukee Bucks hanno rifirmato Gary Trent Jr con un contratto di quattro anni a 64 milioni di dollari tutti garantiti che ha sorpreso tutti in giro per la NBA, visto che il 27enne è reduce dalla sua peggior stagione in carriera e verrà pagato cinque volte tanto quanto guadagnato nell’ultima stagione. In molti sostengono che sia avvenuto un aggiramento del salary cap, compensando Trent per lo sconto fatto ai Bucks negli ultimi due anni
Con l’addio a Giannis Antetokounmpo, i Milwaukee Bucks si preparano ad affrontare stagioni di ricostruzione attorno ai giocatori ricevuti nello scambio con i Miami Heat e quelli appena scelti al Draft come Brayden Burries e Nate Ament. In questo scenario, ha sorpreso veramente tutti vedere un giocatore di complemento come Gary Trent Jr. non solo rifirmare con i Bucks, ma farlo con un contratto da 64 milioni di dollari complessivi (e tutti garantiti) in quattro anni. Un contratto che in termini cestistici semplicemente non si può spiegare: come scritto da diversi giornalisti su The Athletic, il rendimento di Trent è in declino ormai da diversi anni (pur avendone solo 27) sotto tutti i dati statistici, a partire dal tiro da tre punti (36%) che dovrebbe essere il suo punto di forza. Dopo essere partito titolare nelle prime 12 partite, Trent è stato messo in panchina da coach Doc Rivers e ha chiuso la stagione con meno di 20 minuti a partita di utilizzo per una squadra perdente come i Bucks dell'ultima stagione. Secondo il modello analitico di John Hollinger, il suo contratto doveva essere al minimo salariale, ma niente di più. Come è possibile allora che abbia quintuplicato il suo stipendio annuale rispetto allo scorso anno, che sia diventato il quarto giocatore più pagato della squadra e abbia ricevuto il decimo contratto più remunerativo di tutta la off-season?
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Per dare una spiegazione logica a quanto accaduto bisogna tornare alle ultime due off-season, in cui Trent — rappresentato dalla Klutch Sports di Rich Paul — ha firmato due contratti consecutivi con i Bucks. Nell’estate del 2024, dopo due anni e mezzo a Toronto a oltre 17 punti di media, ha firmato un annuale al minimo da 2.6 milioni per potersi riunire a Damian Lillard (con cui aveva giocato a Portland a inizio carriera), finendo la stagione da titolare. Nel 2025 avrebbe potuto "comandare" un contratto nei dintorni della mid-level exception, specialmente dopo due prestazioni sopra ai 30 punti nei playoff contro Indiana, ma decise di firmare un contratto al minimo, questa volta con un biennale da 7.6 milioni complessivi con player option per il secondo anno. Un contratto ben al di sotto del suo valore di un anno fa, e che probabilmente spiega quello firmato oggi: di fatto, i Bucks hanno compensato lo sconto fatto dodici mesi fa, anche a dispetto di una stagione in cui è andato malissimo.
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Le possibili ripercussioni per Milwaukee
In molti però hanno sottolineato che la NBA potrebbe avere da ridire sul nuovo contratto firmato da Trent, di cui peraltro di vociferava nei circoli NBA già da mesi. Secondo il contratto collettivo della NBA (articolo XIII, sezione 2.a.i): "In nessun momento ci possono essere accordi o transazioni di alcun tipo […] tra un giocatore e qualsiasi squadra riguardante qualsiasi futura rinegoziazione, estensione o altra modifica di un contratto giocatore esistente o firma di un nuovo contratto con il giocatore". In altri termini: non si può firmare un contratto al ribasso (o al rialzo) con una strizzatina d’occhio per quello successivo.
Come scritto da Sam Vecenie di The Athletic: "La NBA dovrebbe chiaramente esaminare questo contratto per circonvenzione del salary cap. Non riesco a ricordare che un giocatore abbia accettato di firmare al minimo per un anno, salvo poi avere la sua peggiore stagione in carriera e dimostrarsi un giocatore al di sotto della media secondo qualsiasi standard, e poi vedere quintuplicato il suo contratto in free agency l'anno successivo — per non parlare di quattro anni garantiti in un mercato in cui i giocatori di qualità, cosa che Trent ha dimostrato di non essere la scorsa stagione, hanno sempre più problemi a ricevere contratti pluriennali garantiti". La peggior punizione per i Bucks, però, potrebbe configurarsi in una multa o in scelte tolte al Draft, anche se — in maniera sarcastica — in molti hanno sottolineato che la peggior punizione sarebbe proprio tenersi un giocatore in declino come Trent con quel contratto.